«Famiglia, lavoro e servizi pubblici»


VIGEVANO.Lo slogan, scritto su un manfesto alle sue spalle, è: «Lucia Rossi e Vigevano in Comune: l'esperienza per cambiare».
Punta sul termine «esperienza» e sul verbo «cambiare» la coalizione democratica di centrosinistra per lanciare in campagna elettorale il candidato sindaco Lucia Rossi che venerdi sera ha fatto il suo esordio davanti all'elettorato del centrosinistra.
Circa 150 persone, anziane, di mezza età e pochi giovani, hanno ascoltato per un'ora la Rossi che non ha usato frasi ad effetto per scaldare il pubblico, ma in un intervento asciutto ed essenziale ha elencato una serie di problemi della città e le proposte del programma per cercare di risolverli. Spighe e girasoli alle sue spalle, una coreografia all'insegna dei colori della natura e della pace, subito la donna su cui la lista 'Uniti nell'Ulivo" punta per riconquistare il municipio, ha risposto al ritratto carico di note positive che di lei ha fatto l'ex candidato sindaco Giuseppe Vico («una candidatura di alto profilo» ha detto tra l'altro Vico), ha spiegato le ragioni per cui ha accettato di scendere in campo al posto del professore che ha dovuto rinunciare per problemi di salute.
«Mai ricevuti tanti elogi - ha commentato la Rossi - sono imbarazzata. Quandi sento parlare di alto profilo dico: 1 metro e 54 tutto compreso».
Dopo la battuta, le ragioni della sua scelta: «Ho accettato per solidarietà con Vico e per dare unitarietà al progetto in corso; per gratitudine verso la coalizione democratica che mi ha dato fiducia; perché voglio molto bene alla mia città. Essere a Roma mi piace (è vice-presidente dell'Associazione nazionale maestri cattolici, ndr), ma mi pesa camminare per strada e non vedere neanche un viso conosciuto. A Vigevano, invece, ti senti a casa, questa città sa darti tanto». E poi il passaggio sull'«esperienza» e il «cambiamento» che compongono lo slogan. «Non mi sento una riciclata - ha sottolineato Lucia Rossi, che è già stata sindaco Dc di Vigevano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta -. E' una cosa che viene detta su di me, ma non è un riciclo: sono passati dodici anni, la città non è più quella di allora e anche io mi sento diversa da allora, ma ho conservato una gran voglia di mettermi a lavorare insieme agli altri. Siamo il primo Comune in cui tutte le forze della sinistra si uniscono in un progetto politico, sette partiti legati da un comune denominatore per cambiare insieme Vigevano. Cosa ci unisce? L'amore per la libertà, per la giustizia sociale, il senso di uguaglianza». E poi laicità, partecipazione, democrazia, solidarietà. «Ci sono delle diversità tra di noi, per fortuna - ha aggiunto Lucia Rossi - la dialettica è fondamentale per la crescita di un progetto politico». I valori comuni, ha evidenziato, si devono tradurre in scelte operative per Vigevano. Quindi, al primo posto la solidarietà, il diritto di cittadinanza, il diritto al lavoro, la famiglia («è al centro del nostro programma, vogliamo creare uno sportello del cittadino e della famiglia, proporre progettti di formazione permanente della famiglia, servizi di assistenza domiciliare per chi è in difficoltà, case per le giovani coppie, asili nido»). Pochi, ma mirati gli affondi contro il centrodestra che governa la città, tra questi uno sulle scelte dei servizi per l'infanzia: «Deve emergere il ruolo del pubblico in questi servizi, non si possono continuare ad aprire servizi privati perché il pubblico non ha risposte». Un attacco anche sul lavoro: «E' la grande emergenza della città: martedi ci sarà l'incontro al ministero per ridare fiato alle aziende vigevanesi: un percorso costruito a partire dagli interventi della minoranza di centrosinistra che ha sollecitato, praticamente costretto la giunta comunale a convocare finalmente il Tavolo sul lavoro: ci si poteva arrivare prima, è responsabilità di una maggioranza che per tanto tempo non ha ascolato le richieste».
Quindi il ruolo del Comune: «Vogliamo dare un taglio con l'affidamento di tutto alla gestione esterna: nell'arco di un anno vogliamo portare alla gestione pubblica i servizi che sono stati privatizzati. Anche l'acqua, i rifiuti, i trasporti l'energia, cioé l'Asm: è un bene di Vigevano e deve rimanere a totale controllo pubblico».
Infine l'ambiente, la tutela del Ticino, la riqualificazione del centro, il Castello, le piste ciclabili, la viabilità «uno dei più grossi problemi: serve un Piano del traffico diverso, che mette al primo posto la persona e non l'auto», e il problema del verde in città: «Quando ho visto la planimetria del nuovo Prg, ho cercato le aree verdi: sono tutte decentrate».
E poi gli interventi a favore del sociale, della sanità e degli immigrati per arrivare alla pace: «Vigevano è una città solidale, vogliamo che diventi una città di pace, un valore fondamentale. Vogliamo promuovere un'iniziativa a favore di un Paese del Terzo mondo: chiarisco subito, non dove mio fratello è missionario, anche se è anche colpa o merito suo se ho accettato questa candidatura a sindaco di Vigevano».

Denis Artioli