Foibe, la storia alla fine vince sempre

Il Trattato di Pace stipulato a Parigi il 10 febbraio 1947 stabiliva il passaggio di quasi tutta l'Istria, Fiume e Pola alla Jugoslavia dando inizio all'esodo di molti italiani costretti ad abbandonare le loro terre.
Accogliendo la proposta di An, il Parlamento ha istituito nell'anniversario di tale data la celebrazione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo forzato degli italiani istriani, fiumani e dalmati. Grazie all'impegno di An la nostra comunità ha vinto un'altra storica battaglia.
Nel dopoguerra soltanto la destra ha conservato il ricordo di quegli orrori tenuti nascosti dall'egemonia culturale esercitata dalla sinistra. Recentemente il sindaco Veltroni, in visita alla foiba di Basovizza, ha ammesso «il colpevole silenzio della sinistra prigioniera dell'ideologia». Una storia sepolta dal Pci, ben descritta da Pansa nel libro «Prigionieri del silenzio». Ma la verità alla fine riemerge sempre. Il termine «foiba» è una correzione dialettale del latino «fovea» («fossa»). Le foibe sono profonde voragini rocciose create dall'erosione dei corsi d'acqua all'interno delle quali venivano drammaticamente scaraventati gruppi di uomini legati tra loro (le truppe titine sparavano ai primi i quali trascinavano i vivi nell'inferno della foiba, recando maggiore sofferenza a coloro che non morivano nell'immediato).
Nel periodo compreso tra il 1943 ed il 1945 (e anche nel dopoguerra), i comunisti guidati dal maresciallo Tito sterminarono quasi 20.000 italiani. Le brigate partigiane titine attuarono la strategia del terrore attraverso un piano brutale, mirato alla snazionalizzazione e alla pulizia etnica, commesso ai danni della cultura e della presenza italiana in Istria, Fiume e Dalmazia.
Con l'istituzione del «Giorno del ricordo» è stata vinta una battaglia di civiltà, di verità e di giustizia. Si è compiuto un atto di riconciliazione e di pacificazione nazionale. Finalmente usciremo dall'oblio. Finalmente tutta la nazione ricorderà i figli d'Italia infoibati ed il tragico esodo giuliano-dalmata. L'orrore delle foibe venne cancellato in maniera brutale dalla memoria storica nazionale.
Tali massacri rappresentano pagine oscure strappate dai libri di testo, dimenticate dalle scuole. Per sessant'anni la storiografia ha ignorato questo dramma minimizzandolo, limitandolo ad un argomento tabù. Con la commemorazione del «Giorno del ricordo» il prossimo 10 febbraio verrà riscoperto il sacrificio compiuto da molti italiani desiderosi di difendere la patria. I giovani potranno conoscere capitoli significativi della nostra storia a molti rimasta sconosciuta, riportando alla luce le atrocità ed i crimini commessi dalle brigate comuniste titine.
An non vuole riscrivere la storia, vuole soltanto farla conoscere. Vogliamo costruire una memoria storica condivisa da tutti. La pacificazione nazionale passa attraverso la fonte del revisionismo e l'analisi della vera storia. Vogliamo chiudere le ferite e gli orrori del Novecento. Il ricordo dell'Olocausto e delle foibe deve essere tramandato nel tempo alle generazioni future affinchè simili tragedie non si ripetano mai più.
Matteo BarbieriAn, Mede

Pavia, è impraticabile
il sottopasso alla Minerva

Vorrei segnalare l'«impatricabilità» del sottopassaggio di piazza Minerva, qui a Pavia. Mia figlia, alunna della scuola Leonardo da Vinci, insieme con amichette di pari età, si rifiuta di utilizzare il suddetto sottopassaggio per lo stagnante ed insopportabile odore di urina e relative «pozzanghere», opera di qualche schifoso individuo privo, evidentemente, delle più elementari nozioni di civiltà.
Dal momento che la viabilità di piazza Minerva è, malgrado i semafori, assolutamente caotica, con picchi preoccupanti negli orari coincidenti con l'apertura e chiusura delle scuole Carducci, Ledonardo da Vinci e Taramelli, soprattutto dopo aver proibito l'accesso delle auto in piazza Botta e limitrofi, e ricordando ancora la tragica morte di qualche tempo fa della sfortunata giovane investita sulle strisce pedonali della piazza, credo che l'amministrazione comunale debba - senza indugio - bonficare e disinfettare tale sottopassaggio, garantirne una regolare manutenzione e pulizia, nonchè «distaccare» magari un vigile urbano dalle multe per divieto di sosta per la sorveglianza dello stesso e del traffico della piazza, provvedendo anche alla chiusura nelle ore serali/notturne tramite gli appositi cancelli.
Silvia PadovaniPavia

Villanterio, il Borghetto
chiede più interventi

Egregio sig. Massimo Brusoni, sindaco di Villanterio, come abitante del rione Borghetto, ho la sensazione di essere abbandonato dall'Amministrazione comunale e le assicuro che giorno dopo giorno il malumore fra gli abitanti aumenta. Infatti il quotidiano passaggio di mezzi pesanti, anche a velocità sostenute, per le strette vie del Borghetto, in particolar modo per via Trento e Trieste, sta devastando le nostre case.
La mancanza di seri controlli e di un'adeguata manutenzione stradale certamente non semplifica la situazione, senza voler considerare che cosi si mette in pericolo l'incolumità dei pedoni. Come se non bastasse, la pulizia delle strade, è in sostanza inesistente. Gli abitanti sono costretti a spazzare quotidianamente la strada.
La situazione sta diventando insopportabile. La prego di prendere al più presto seri provvedimenti.
Diego Di SopraVillanterio