Rifondazione: ecco il nostro progetto

Dal resoconto apparso su «La Provincia pavese» di giovedi, apprendiamo informazioni che ci riguardano a noi completamente ignote, e nel merito anche estranee. Parrebbe che il Prc di Pavia, «nascondendo a stento l'imbarazzo», sosterrebbe dietro le quinte la candidatura di Piera Capitelli a sindaco di Pavia. Ci chiediamo da dove l'articolista abbia attinto la notizia, quali riscontri abbia trovato e quando abbia colto il nostro imbarazzo.
Poichè talvolta capita che l'eccesso di protagonismo induca le persone ad invertire i ruoli di reciproca competenza, vogliamo qui limitarci ad esercitare la funzione di cittadini che per pura passione civile si dedicano alla politica, senza vestire i panni del giornalista, ma ribadendo pubblicamente, come unica fonte di noi stessi, la posizione del Prc.
Il Prc, già da tempo, ha dimostrato nei fatti di sapersi assumere la responsabilità di portare il suo indispensabile contributo nella difficile battaglia contro il modello di società, e di governo locale, perseguito in tutt'Italia dalle destre, e articolato in individualismo, paura, xenofobia e, soprattutto, smantellamento dello stato sociale.
Sappiamo realisticamente che il nostro contributo per un progetto per il rilancio di Pavia richiede il coinvolgimento di tutte le forze di sinistra e progressiste della città.
Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà intrinsiche a questa operazione politica. Le semplificazioni e i pettegolezzi non ci competono; noi non scherziamo, e nemmeno ci affidiamo a incontrollabili voci di corridoio. Per questo abbiamo presentato una articolata bozza di programma elettorale che intendiamo discutere innanzitutto con la città, e con le forze politiche.
In occasione della presentazione della bozza programmatica, abbiamo illustrato la nostra proposta di osservazione alle note tecniche di attuazione del Prg, non riportata nell'articolo in questione, nonostante la sua rilevanza. Con questa azione, infatti, crediamo di contribuire alla salvaguardia del Parco della Vernavola ed introdurre limiti all'incontrollabilità dello strumento perequativo approvato dal consiglio comunale del novembre scorso.
Riteniamo con quella osservazione di avere fornito un contributo essenziale per il dibattito sull'urbanistica a Pavia. Ma non solo, abbiamo chiesto reiteratamente che questo dibattito uscisse dalla strumentalizzazione e dal provincialismo in cui si è chiuso, per affrontare con decisione il futuro dell'urbanistica nel nostro Paese. Abbiamo, per esempio, lanciato un grido d'allarme, raccolto per ora solo da «Italia Nostra», sulla proposta di legge urbanistica in esame al Parlamento, che prevede l'abolizione degli standard urbanistici correnti. Anche su questo punto dobbiamo valorizzare il dibattito cittadino e conferirgli il respiro che davvero merita.
Questo è un elemento importante del contesto in cui si colloca la nostra posizione circa il candidato sindaco. La sua scelta non ci è indifferente, tutt'altro. Ma non la vogliamo affrontare in modo personalistico, per partito preso, o come un diritto che spetta ad un particolare esponente politico, per ragioni avulse dalla sua autorevolezza. Riteniamo che il programma da un lato, e la nostra proposta di governo partecipato dall'altro, siano gli strumenti principali dell'operazione rilancio di Pavia. Per questo abbiamo già lamentato pubblicamente la difficoltà che crea, al processo di costituzione dell'alleanza elettorale, lo stallo esistente tra le principali forze politiche della maggioranza.
Consapevoli dell'oggettiva difficoltà di questa fase, non intendiamo però essere utilizzati strumentalmente per dirimere (o alimentare) conflitti non palesi che non ci riguardano. Rivendichiamo davanti alla città il nostro senso di coerente responsabilità e chiediamo che tutti facciano la loro parte, evitando signorilmente di scaricare sul nostro partito responsabilità che non ha e non si può assumere.
Premiamo con forza perché l'attuale centrosinistra comprenda l'urgenza e la delicatezza politica del momento, completando con chiarezza la proposta di candidatura sulla quale richiedere che si esprimano i partiti dell'alleanza democratica.
Solo allora, e in stretta relazione con l'evoluzione della definizione del programma, Rifondazione esprimerà con estrema semplicità e senza alcuna ambiguità la sua posizione sulla candidatura del sindaco.
N. B.: il dibattito interno di Rifondazione è ispirato da profonde motivazioni ideali e non si interessa del vociferare inutile. Anche qui ci misureremo sul programma ed il progetto di città.
La segreteria del Circolo di Rifondazione comunistaPavia
Anche noi non scherziamo come cronisti, facciamo semplicemente il nostro lavoro, voi fate il vostro.


Pavia, quel gabbiotto
sembra inamovibile

Faccio seguito alla segnalazione del lettore - sul caso della cabina al Ponte Vecchio - per associarmi alla stessa petizione.
Mi premuro rappresentare che tale richiesta è stata da me esposta ad un assessore di questa giunta comunale, ma pare che il problema non sia di facile soluzione. Infatti il gabbiotto posto a fronte del Ponte Vecchio, essendo un rudere, coevo al ponte stesso, forse per essere rimosso è necessaria l'approvazione della Sovrintendenza alle Belle Arti!
Se rimosso, i turisti ne saranno grati.
Gian Franco RipamontiPavia

No, niente amore
per Einstein a Pavia

Desidero fare alcune puntualizzazioni in merito all'articolo pubblicato sulla «Provincia» di venerdi 26 gennaio e relativo ai soggiorni pavesi del giovanissimo Albert Einstein. Tali vicende erano assai poco note nell'ambiente cittadino; mi fu possibile, a partire dagli anni '70, con articoli sul Bollettino della Soc. Pavese di Storia Patria, e su altre riviste italiane e internazionali, illustrarle adeguatamente, in conseguenza di ricerche d'archivio e colloqui personali.
Parimenti mi adoperai affinchè gli eredi della Ernesta Marangoni (poi sposata Pelizza) vendessero le tre lettere di Albert dell'immediato dopoguerra al Museo per la storia dell'Università di Pavia, dove tuttora sono esposte. Non vi era stata precendente corrispondenza fra Albert ed Ernesta, ma piuttosto, copiosa e assai interessante, fra l'Ernesta e la sorella minore di Albert, Maja, che rimasero amiche per tutta la vita (e di questa corrispondenza ho pure publicata una parte).
Se l'articolista avesse consultato la bibliografia esistente (facilmente accessibile, per es., presso la Civica Biblioteca «Bonetta»), avrebbe evitato alcune minori inesattezze, ma soprattutto di dar credito alla gratuita e perdurante invenzione di un amore fra Albert ed Ernesta, del tutto inesistente. Fu la stessa Marangoni a negarne recisamente la possibilità (mostrandosi anzi infastidita del fatto che si fosse potuto anche solo pensarla) in un colloquio che, già novantenne ma ancora lucidissima, mi concesse nella sua casa casteggiana.
Su questo e altri problemi, e sull'esatta scansione cronologica degli eventi, ho fatto una messa a punto esauriente e, credo, definitiva, in un articolo pubblicato su «Pavia Economica», anno 1994, n. 3 p. 54. Ivi furono riportate anche le citazioni che, dei miei studi e ricerche, furono fatte da importanti biografi di Einstein, quali John Stachel, Banesh Hoffmann, Abraham Pais e Lewis Pyenson.
prof. Elena SanesiPavia

Grazie per gli aiuti
ai bambini di Bukavu

Da un anno funziona a Bukavu (Congo) il Centro nutrizionale per bambini «San Giuseppe», fortemente voluto da don Alfredo Ferrari, missionario nativo di Oliva Gessi, di cui più volte la «Provincia Pavese» ha avuto occasione di parlare.
Il Centro è stato realizzato con l'essenziale contributo della Onlus «Sos ospedale di Bukavu» che ora si è impegnata nell'invio mensile di duemila euro, necessari per il mantenimento e la terapia dei piccoli ricoverati, privi di qualsiasi altra forma di aiuto.
Tramite il giornale vorrei ringraziare, in qualità di presidente della Onlus, le moltissime persone che hanno aiutato e aiutano con offerte, lavoro e grande impegno a portare avanti questo progetto.
Fra tutti, esprimo profonda gratitudine al rettore del santuario delle Bozzole di Garlasco, alla Fondazione Maugeri, al Cral della nostra Università, al liceo classico S. Giorgio di Pavia, alle Pro Loco di vari centri della Provincia che ci hanno ospitato con i nostri «mercatini» fonte principale del denaro inviato a Bukavu; un grande grazie anche al Movimento per la vita di Pavia che, inserendoci nei suoi progetti a difesa della vita, ci ha dato aiuto e visibilità.
L'impegno che la Onlus si è assunta è gravoso e comporta dedizione e lavoro. La fatica è però ampiamente compensata dalla generosità di chi accostiamo, dalla volontà e dalla gioia che troviamo in tante persone nel partecipare a un tentativo di essere solidali con chi è dimenticato e emarginato.
Anna Sina ViciniPavia