Bush duro con Siria e Iran


Andrea Visconti
NEW YORK.In maniera morbida, ma neppure troppo fra le righe, Goerge W. Bush ha lanciato un monito a due alleati medio-orientali. Arabia Saudita da una parte, Egitto dall'altra. Il presidente Usa ha colto l'occasione del discorso sullo stato dell'Unione, pronunciato mercoledi sera davanti alle Camere in seduta congiuta, per far giungere ai governi di Ryahd e del Cairo il messaggio che è venuto il momento di rendere più democratici i loro Paesi.
Il capo della Casa Bianca ha lanciato questo appello senza minacce né toni duri perché nella lotta contro il terrorismo sia l'Arabia Saudita che l'Egitto sono stati e rimangono alleati importanti. Ma nel progetto dell'amministrazione Bush c'è quello di stravolgere lo status quo del Medio Oriente e portare la democrazia in tutta la regione. Mentre il presidente americano tende la mano ai due alleati medio-orientali, lancia invece un monito più duro all'Iran e alla Siria. Il tono verso questi Paesi è molto più duro anche se Bush ha parlato mercoledi sera di nuovi sforzi diplomatici affiancati anche dall'Europa. Sul fronte dell'Iraq invece non si è sbilanciato a dire quando potrebbe iniziare il ritiro delle truppe.
«Concentreremo sempre di più i nostri sforzi a preparare forze di sicurezza irachene sempre più capaci», ha affermato Bush nel corso del suo intervento durato poco meno di un'ora, «forze che abbiano funzionari abili e una struttura di comando efficace».
Benché teletrasmesso dai network nazionali l'annuale discorso sullo stato dell'Unione è seguito solamente da una minoranza della popolazione. Ma c'è stato un momento che è stato mandato in onda molte volte da tutte le tivù perché ha colto il messaggio che la Casa Bianca sperava di diffondere. Si tratta dell'abbraccio spontaneo fra la madre di un soldato Usa caduto in Iraq e la figlia di un iracheno ucciso sotto Saddam Hussein. Le due donne erano fra il pubblico in Campidoglio, sedute vicino alla First Lady Laura Bush. Quando il presidente dal podio le ha presentate, le due donne si sono abbracciate piangendo. È stato un momento spontaneo di pubbliche relazioni che neppure gli strateghi della Casa Bianca potevano immaginare. Non tutto l'intervento di Bush però è stato accolto in modo positivo. I democratici hanno alzato la voce in segno di disaccordo quando il presidente ha incominciato a parlare di riforma del sistema pensionistico.

dal corrispondente