Domani il Papa farà sentire la sua voce ai fedeli

ROMA. Giovanni Paolo II farà sentire la sua voce domani in piazza San Pietro. Questi, almeno, sono gli auspici. Il Papa non ha mai mancato l'appuntamento con i seminaristi romani, nella giornata dedicata a loro e alla Madonna della Fiducia. E sembra intenzionato a non farlo neppure questa volta. Dovendo, però, ricorrere all'aiuto della tecnica. Si parla di un collegamento audio o video dalla stanza del Policlinico Gemelli, dov'è ricoverato da martedi sera.
Le condizioni generali del Papa migliorano ma l'influenza ha i suoi tempi. «Non meno di una settimana», spiega puntiglioso Joaquin Navarro Valls, portavoce della Santa Sede, medico egli stesso. Dalla Scuola di Salerno in poi nessun dottore ha dichiarato guarita un'influenza prima di sette giorni. L'agenda del papa resta cancellata fino a nuovo ordine. Salta anche l'incontro, in calendario per martedi prossimo, con Condoleeza Rice, segretario di Stato americano. La signora di ferro del governo Bush sarà ricevuta dal cardinale Angelo Sodano. Nessuna decisione sull'Angelus di domenica. Giovanni Paolo II potrebbe recitare la preghiera dalla sua stanza di ospedale se i medici decideranno che questo non comporta eccessiva fatica.
Riposo assoluto e difesa dalle infezioni esterne: queste le cure concordate fra l'archiatra vaticano Renato Buzzonetti e il direttore del dipartimento per l'emergenza del Gemelli Rodolfo Proietti. Le condizioni generali di Giovanni Paolo II consigliano di non esporre il Papa a rischi inutili. Il suo fisico è provato dal morbo di Parkinson e il sistema immunitario indebolito dall'influenza e della laringo-faringete intervenuta all'inizio della settimana. Al di fuori di questo niente altro preoccupa i medici che, per precauzione, hanno comunque vietato le visite.
Oltre a questo nulla è dato sapere fino a oggi, alle 12, quando la sala stampa della Santa Sede diffonderà un nuovo bollettino medico. Un testo scritto, come quello di ieri. Navarro Valls, dicono irritato per l'eccessiva pressione dei media, ha deciso di non avere contatti con i giornalisti. Al momento la vicenda ha un quadro d'insieme considerato nella norma dal portavoce vaticano. Dunque niente giustifica la forzatura o la rottura di una routine consolidata. La presenza assidua di Navarro Valls fra i giornalisti della sala stampa è riservata solo ai casi eccezionali.
Dietro la scelta del basso profilo ci sarebbe un'altra ragione. Da quando il Papa è stato ricoverato, al Policlinico Gemelli non si trova più un parcheggio. Tutti occupati dai mezzi mobili dei network televisi internazionali. Ingombranti presenze anche sul versante italiano di piazza San Pietro. L'ellisse del colonnato, territorio vaticano, è interdetta al traffico da decenni. Questo non piace alla direzione sanitaria del Gemelli e non piace a Navarro Valls. Che non condivide allarmi eccessivi sulla salute di Giovanni Paolo II.
Anche perché, per quanto ricoverato, Giovanni Paolo II continua a esercitare il suo magistero. E a impartire lezioni di vita e di fede. Lo scrive l'Osservatore Romano spiegando come «con silenzioso vigore il papa sta mettendo ogni persona a tu per tu con un'immensità di mistero e di amore. Dalla cattedra di quel Santuario del dolore che è il Policlinico Gemelli Giovanni Paolo II testimonia, vivendola, un'infuocante catechesi del valore salvifico della sofferenza». E' un modo per allontanare le voci di un insofferenza del Papa di fronte all'ennesimo ricovero. La sua presenza al grande policlinico avrebbe anzi trasformato il Gemelli «nel simbolo di tutti gli ospedali del mondo».