Dal Comitato delle frazioni una voce contro la discarica
GAMBOLO'. Mentre tutti discutono se e quando si farà la nuova discarica, il Comitato delle frazioni per l'ambiente ha inviato al sindaco e alla giunta di Gambolò e dei Comuni di Vigevano a Mortara, al Parco del Ticino e alla Regione, le proprie osservazioni alla richiesta di autorizzazione inoltrata da Smar e Pegeco per realizzare la discarica. Anzitutto la collocazione risulta in contrasto con le norme del Parco che prevedono in zona il recupero del territorio come unico intervento compatibile.
«Dall'esame della documentazione - scrive il Comitato nelle osservazioni - si evince che il recupero con conseguente riempimento con rifiuti anche se non pericolosi, non rispetta le modalità sopraccitate». E ancora la scelta del luogo contrasta con la posizione, lungo una strada panoramica che conduce al Parco naturale e all'alveo del Ticino a circa 2 chilometri dal sito previsto come discarica. «Nell'area della precedente discarica - aggiunge il Comitato - é in corso un processo di parziale autorecupero che sarebbe interrotto bruscamente dal nuovo intervento».
A peggiorare la situazione, ci sono rogge, fontanili e acque affioranti e la nuova discarica altererebbe il delicato equilibrio idrogeologico dell'area e di quelle direttamente interessate. Quindi il Comitato fa rilevare che tutta la zona, già pesantemente danneggiata dall'intervento dell'uomo negli anni scorsi, sia in una delicata fase di attenuazione del processo di stress ambientale che sarebbe compromesso da un nuovo intervento. «L'area, come cita la relazione al progetto, è si collocata esternamente alla zona industriale di Belcreda e lontana dal centro abitato di Gambolò - osserva il Comitato - ma è adiacente alle abitazioni della frazione stessa e nelle immediate vicinanze di un ristorante». E per finire, il Comitato evidenzia che i cittadini della Belcreda hanno già subito danni dalla discarica dismessa e il nuovo insediamento non farà che aumentare l'inquinamento, con il traffico dei mezzi pesanti sia in strada che in discarica, con il rumore e le polveri dovute alla movimentazione del terreno. «Vale poi sottolineare che per il periodo di efficacia - conclude il Comitato - sono previsti 300 giorni all'anno di lavorazione con movimentazione di mezzi in discarica per livellare i rifiuti conferiti». A sostenere le posizioni del Comitato é giunta anche una lettera di Legambiente inviata a Regione, Provincia e Comune. Tra le osservazioni segnala come «i rifiuti non sono fermentescibili / putrescibili o ad alto contenuto organico, ma tra quelli citati nell'elenco dei codici ritirabili sono riportati anche codici indicatori del conferimento di rifiuti da incenerimento».
MiriamPaola Agili