Pochi fondi per la gestione La casa di riposo rischia lo stop

CASTEGGIO. I fondi scarseggiano, dopo i costosi lavori di ristrutturazione, e il futuro della casa di riposo «Sacro Cuore» appare incerto: a rischio 25 posti di lavoro, oltre alla sorte dei 19 ospiti. E' stato lo stesso don Vittorio Pisotti, parroco di Casteggio e responsabile della struttura assistenziale, a paventare il rischio di una chiusura. Solo una ipotesi, al momento, ma sufficiente ad allarmare i dipendenti, autori di una lettera al vescovo Canessa, e il sindacato, che chiede garanzie per l'occupazione.
«C'è grande occupazione - sottolinea Oreste Negrini, responsabile Funzione pubblica della Cgil - non solo per i lavoratori (in gran parte donne), ma anche per gli anziani degenti. La casa di riposo è un patrimonio prezioso dell'intera collettività casteggiana, che va difeso e salvato ad ogni costo. Non escludo nemmeno il ricorso allo sciopero». Il sindacalista chiede di poter visionare i bilanci. «Vogliamo capire - incalza - come si sia potuti arrivare ad una situazione di difficoltà, malgrado il notevole aumento delle rette mensili. Un controsenso, poi, parlare di chiusura - insiste Negrini - dopo tutti i soldi spesi per la ristrutturazione e l'adeguamento agli standard regionali». Don Vittorio Pisotti, parroco del Sacro Cuore, conferma i problemi legati alla carenza di fondi, ma precisa che la chiusura «per ora è soltanto un'ipotesi. Di deciso non c'è ancora nulla, assolutamente nulla». Dopo l'assemblea dei dipendenti, nella quale il sacerdote ha esternato i timori e le incertezze per il futuro, Negrini ha subito chiesto un incontro al responsabile della rsa (sigla per residenza sanitaria assistita), un incontro in cui tutti i nodi irrisolti dovrebbero venire al pettine. Hanno preso carta e penna anche i dipendenti: una lettera aperta indirizzata al vescovo, Martino Canessa, per invocare la sua intercessione e una mediazione che eviti soluzioni drastiche. (r.lo.)