Raccolta di firme contro la curva maledetta

ROBBIO. La tragedia di sabato sera si traduce in una richiesta di maggior sicurezza sulle strade. Sulla necessità di rendere più sicura la curva maledetta, che dopo un lungo, invitante rettilineo, piega a sinistra dando inizio ai due più tortuosi e pericolosi chilometri di circonvallazione di Robbio, che poi riprende a correre diritta verso Mortara, c'è già chi ha iniziato a raccogliere firme nei bar per presentare una petizione. A promuovere la raccolta è stato soprattutto Simone Accardo, acconciatore, personaggio di mille iniziative, ma anche uomo politico.
Fra i primi ad apporre la propria firma sul documento Antonio Trentinella, 49 anni, piccolo imprenditore, padre di due figlie, che ogni giorno fa la spola fra Robbio e Vercelli. «Non è la prima volta che, in quel punto, capita un incidente con il drammatico epilogo dell'annegamento della persona o delle persone che si trovavano sulla vettura, uscita di strada - afferma l'uomo - ma non si può sempre dire che ciò avvenga per fatalità. Bisogna prendere atto dell'infelice sistemazione dell'area e porvi rimedio con urgenza».
La curva, infatti, si trasforma in una trappola mortale per chi arriva da Vercelli in quanto la roggia Rizzo-Biraga, un canale irriguo di notevoli dimensioni, che incrocia la strada, viene a coincidere con la cosiddetta 'linea di fuga" della curva stessa.
Se si esce di strada, insomma, si va a finire dritti nel cavo e le speranze di salvezza sono ridottissime. «Occorre modificare sostanzialmente le caratteritiche della curva, oppure realizzare una protezione efficace, non come quella esistente, che è assolutamente inadeguata - conclude Trentinella - e occorre intervenire subito».
Nella giornata di ieri la petizione, nella quale si «sollecita un immediato intervento delle autoritù competenti» aveva già raccolto un centinaio di consensi.
La profonda emozione suscitata dalla morte dei tre giovani, finiti sabato sera nel canale a bordo di una Bmw, ha mosso le coscienze e avviato iniziative. (e.b.)