Sopravvivere senza una sede

PAVIA. Su suoi scaffali ci sono 16.000 libri.(Pensate ad un paio di vagoni di un treno merci, pieni zeppi di volumi, volumetti e tomi). Tutti dedicati a bambini e ragazzi. Stiamo parlando della biblioteca 'Rosy Paternicò e Silvana Prini" del Comune di Pavia. La biblioteca porta il nome di due bibliotecarie che sono morte tragicamente nel rogo del traghetto Moby Prince nel 1991. «Avevano una grande passione per i libri. Il loro lavoro era quello di catalogare i volumi presenti in ogni scuola di Pavia e della provincia. Un mestiere che richiede metodo e costanza, che appare poco ai lettori», racconta Neva Kolman attuale responsabile della biblioteca.
Pochi sanno infatti che dietro a ogni testo che troviamo nelle biblioteche c'è il lavoro silenzioso di chi li registra, ne fa elenchi, li ordina. Tutto ciò per permettere a noi che andiamo a chiedere libri in prestito di cercare autori e titoli consultando gli schedari, quegli armadi a cassettini con le schede in ordine alfabetico, oppure la personal computer.
Rosy Paternicò e Silvana Prini erano molto conosciute da insegnati e alunni cosi il Comune ha deciso di trasformare il loro lavoro svolto per le scuole in un servizio aperto a tutti i bambini della città. Dopo 14 anni alla scuola De Amicis, oggi la biblioteca non ha una sede e i libri giacciono in un deposito.
Ma Neva Kolman precisa: «L'attività di prestito è sospesa, ma i nostri laboratori in cui la lettura diventa un'esperienza condivisa da genitori e figli, continuano. Facciamo anche visite guidate, consulenze bibliografiche e ricerche».
La Paternicò-Prini è impegnata a favorire il dialogo interculturale. Per evitare di cadere in pregiudizi è necessario conoscere usi e costumi di altri popoli, da quelli lontani a quelli più vicini.
«Da noi si possono trovare testi bilingui e quelli in lingua inglese donati dai genitori della piccola Arianna Cooke che ci ha lasciato qualche anno fa».
Ci può fare l'esempio di un libro multiculturale?
«Il giardino di Babai, un libro che narra due storie: una in italiano, l'altra in persiano. Aprendo il libro in senso contrario l'immagine iniziale della storia in italiano è la fine della storia in persiano. Gli arabi infatti scrivono da destra verso sinistra e loro un libro lo aprono da quella che per noi è l'ultima pagina. In questo libro le due culture si incontrano».
La biblioteca Paternicò-Prini, però è anche librificio... «Si, realizziamo insieme ai bambini i libri animati, chiamati anche pop-up. L'esperienza di tutti questi anni ci ha insegnato che fare il libro tridimensionale significa applicare i linguaggi della scrittura e dell'illustrazione. E ogni bambino nel costruirlo è libero di raccontare la storia che desidera. Dei lavori eseguiti facciamo mostre prima di metterli in catalogo per il prestito».
I bambini di Pavia li possiamo considerare dei gran lettori?
³Nel 2003 abbiamo fatto circa 48.000 prestiti e gli iscritti sono più o meno 3.000. Questi buoni risultai in parte sono dovuto all'attività di promozione della lettura che facciamo durante tutto l'anno nelle scuole. E' un vero peccato cha la biblioteca sia chiusa».
Si sa quando riaprirete?
«Purtroppo no. Ma quando questo avverrà sarà nell'edificio che ospita anche l'istituto musicale. Aumenteremo gli orari di apertura, e ci saranno novità».
Ad esempio?
«Non dico nulla, saranno delle sorprese».
Carmen Morrone