Tra Eduardo, Sartre e Campanile c'è il musical "My Fair Lady"

MILANO. Diversi, anche questa settimana, i debutti nei teatri milanesi. Tra i principali ricordiamo innanzitutto 'Sabato, domenica e lunedi": assolutamente da vedere questa edizione, di grande rigore ed efficacia, del capolavoro di Eduardo. Tre giorni a casa Priore, con accese discussioni, incomprensioni e litigi che scaturiscono da una scenata di gelosia ingiustificata.
Questa situazione dà vita ad un quadretto familiare piccolo borghese in cui si confrontano tre generazioni. Straordinari la finezza dell'osservazione, la recitazione precisa, il respiro delle battute, la capacità di mostrare più di quanto non si dica.
Con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Gigio Morra; regia di Toni Servillo. Al teatro Grassi - Piccolo Teatro fino al 6 marzo.
Tra gli altri titoli da segnalare c'è 'Destinatario sconosciuto": scritto nel 1932, questo testo di Katherine Kressmann Taylor parla di un orrore epocale attraverso una storia individuale: quella di Martin e Max. I due vivono in California e sono amici da una vita.
II primo, tedesco, decide di tornare a vivere in Germania, il secondo, ebreo, sceglie di restare in America. E, se all'inizio, il loro rapporto continua attraverso lettere colme di affetto, pian piano l'ombra dell'antisemitismo si allunga anche sui due amici, separandoli fino alla tragica rottura finale.
Con Massimiliano Lotti, Marco Pagani; regia di Gabriele Calindri. Al Verdi fino al 13.
Tra le altre prime sono da ricordare 'Zero spaccato" di Leonardo Capuano, riflessione danzata sui grandi enigmi della vita, la colpa, la sofferenza, l'amore, i sogni traditi (al Crt-Salone fino al 6); 'Condannati alla libertà", rielaborazione de 'L'età della ragione" di Jean Paul Sartre, storia di un gruppo di ragazzi nel momento del passaggio dall'adolescenza all'età adulta (al Libero fino al 14); 'Far l'amor non è peccato" di Achille Campanile, inventore del teatro dell'assurdo, i cui personaggi tornano nella messinscena di Vito Molinari per scardinare il quotidiano rovesciando l'ordine logico con paradossi umoristici, comicità surreale (all'Olmetto da sabato al 27); 'Il cielo degli altri" di Cesar Brie, dedicato ai migranti di ogni Paese che fuggono da guerre, povertà, persecuzioni (al Crt-Teatro dell'Arte fino al 6 febbraio).
Intanto proseguono le repliche di 'My Fair Lady", il musical di Frederick Loewe e Alan Jay Lerner tratto da 'Pigmalione" di Shaw, nell'allestimento di Massimo Romeo Piparo con Corrado Tedeschi che, come prof. Higgins, studioso di fonetica e misogino, trasforma Gaia De Laurentiis, la giovane fioraia Eliza Doolittle dall'orribile pronuncia, in una signora (al teatro Nazionale).