La Russa lancia l'accoppiata Silvio sul Colle, Fini premier
ROMA.Per la destra gli esami sono finiti e nulla esclude in futuro che Gianfranco Fini approdi a palazzo Chigi, sempre che Silvio Berlusconi «scelga» di trasferirsi al Quirinale.
Fa discutere la doppia candidatura del premier e del suo attuale vice lanciata ieri da Ignazio La Russa, coordinatore di An, nel giorno in cui sfuma l'ipotesi di accordi tra la Cdl e Alessandra Mussolini. «L'ipotesi di Fini a palazzo Chigi non sarebbe mai possibile in competizione con Berlusconi» ammette La Russa, ipotizzando per il capo del governo nuove ambizioni «come la presidenza della Repubblica».
Lo scenario fa già inorridire Antonio Di Pietro. «E' una proposta che squalifica non solo chi la fa ma tutti gli italiani non per Fini ma per Berlusconi», attacca il leader dell'Italia dei valori. «Un personaggio cosi compromesso come Berlusconi non può andare a rappresentare l'uomo delle garanzie: al massimo riuscirebbe a garantire solo alcune concessioni di grazia e amnistia a qualche suo amico», aggiunge l'ex pm.
A poco più di due mesi dal voto amministrativo, la maggioranza non è ancora riuscita a sciogliere il rebus delle candidature in Campania ed Emilia. Proverà a farlo mercoledi prossimo in un vertice che vedrà riuniti tutti i leader di partito negli uffici del premier, a palazzo Grazioli. La Russa è però convinto che lo sfidante di Antonio Bassolino sarà Italo Bocchino, «un amico tra gli amici», per dirla con Gianfranco Fini. Il coordinatore di An invece dà per defintivamente tramontata l'ipotesi di intese con la destra estrema di Fiore, Tilgher e Mussolini. «Posso dire con certezza che mai Berlusconi ha cercato di coinvolgere nella Cdl il partito della Mussolini che è un partito frutto di una somma di formazioni preesistenti come Forza nuova e Alternativa sociale con programmi idee e valori non sono compatibili non solo con An ma con tutta la Cdl».
«Non ci saranno accordi e noi ci presenteremo in tutte e 14 le regioni in cui si voterà», conferma la Mussolini che sfiderà Storace e Marrazzo nel Lazio. «Siamo pronti a guidare l'unico vero fronte anticomunista».(m.b)