Zavattarello, Baldiraghi ci prova

ZAVATTARELLO. Dopo un girone d'andata ad osservare in tribuna i campionati dilettanti, Angelo Baldiraghi, navigato tecnico di Albuzzano, ha ritrovato una panchina in una piazza importante come quella di Zavattarello. Prendendo il posto del dimissionario Gigi Cavallini, Baldiraghi ha il compito di allontanare lo 'Zava" dalla zona play-out dove ha chiuso l'andata. I primi segnali sono positivi: pareggio 1-1 a Pavia con la Frigirola e vittoria (1-0) casalinga sul fanalino di coda Certosa. Ma la strada è molto lunga nel girone I di Prima categoria e Baldiraghi lo sa.
Un buon esordio alla guida dello Zavattarello?
«Direi di si. Quattro punti nelle prime due gare di ritorno, considerando qualche assenza per infortunio e l'aver debuttato su un campo non facile come quello della Frigirola, mi rendono felice. Ora arrivano i momenti duri a partire da oggi con il Vistarino».
L'avversario in più sarà il terreno ghiacciato?
«Era gelato domenica quando abbiamo giocato in casa con il Certosa, figuriamoci questa settimana con le temperature più rigide. La società ha fatto richiesta alla Federcalcio ad inizio stagione di poter disputare le prime gare di gennaio prevalentemente in trasferta, ma purtroppo si è verificato il contrario».
Passano gli anni, ma non l'entusiasmo che trasmette alle sue squadre.
«A Zavattarello ho trovato un gruppo che si è messo subito a disposizione e questo ti agevola nel compito di allenatore. Ci sono ragazzi che vogliono ottenere l'obiettivo prefissato di una classifica migliore rispetto a quella attuale e sono convinto che siano motivazioni fondamentali».
Certo che il girone I di Prima è quanto mai equilibrato eccezion fatta per i dominatori dell'Oratorio Don Bosco.
«Le squadre dal sesto posto alla zona play-out sono racchiuse in soli sei punti, basta ottenere due vittorie e si combatte per i primi posti. Se si perde invece ci si ritrova in zona retrocessione. E' il rovescio della medaglia di questo campionato che è molto equilibrato».
Ha guidato molte squadre di Prima in questi anni. Che stagione è questa?
«Anomala. Il Don Bosco è nettamente più forte con giocatori di categoria superiore. Meriti a parte della capolista ci sono demeriti anche delle inseguitrici. Nessuno ha un organico all'altezza per concorrere con il Don Bosco. Mi ricordo due anni fa con l'Oltrepo favorito, io con il Lardirago ho lottato fino alla fine tenendo vivo il discorso promozione. Stessa cosa l'avevano fatta Bressana e Lacchiarella».
Don Bosco verso il traguardo con un record di punti mentre per la salvezza giochi apertissimi?
«Penso di si, le cifre e i valori dicono questo. Il Certosa, che abbiamo affrontato e superato domenica scorsa è forse l'unica squadra tagliata fuori con un solo punto ottenuto fino ad oggi. Il Magherno, che la precede, mi sembra in ripresa, per il resto ci sono altre squadre che si sono rinforzate come il Lacchiarella e possono togliersi dalla zona play-out. Lo stesso vogliamo fare noi, si prospetta quindi un girone di ritorno in cui tutti daranno battaglia. Almeno per quest'obiettivo, vista la pratica promozione chiusa con largo anticipo dal Don Bosco, il campionato di Prima categoria rimarrà vivo»
Enrico Venni