Alloggi popolari sulle aree standard
Primo via libera dal Consiglio regionale della Lombardia alla possibilità di costruire alloggi popolari sulle aree standard, cioè sulle aree che i Comuni dedicano alla «collettività», cioè a scuole, asili o parchi. La commissione Territorio ha infatti approvato il provvedimento annunciato nei giorni scorsi dall'assessore alle Politiche per la casa Piero Borghini, non senza critiche da parte dell'opposizione. Parla ad esempio di «politica scellerata» il consigliere regionale Marco Cipriano dato che, ad esempio a Milano, «negli ultimi anni il Comune ha lasciato ai costruttori circa 5 milioni di metri quadrati di aree dismesse perchè realizzassero alloggi da 10 mila euro». «Adesso - ha osservato - non può chiedere alla collettività di sacrificare aree destinate a servizi come asili nodo, scuole e giardini pubblici». Nettamente contrario all'idea anche il capogruppo del Prc Gianni Confalonieri. «Trovo gravissimo - ha osservato - che i comuni che hanno usato le aree dismesse per fare speculazioni adesso chiedano deroghe per costruire sulle aree standard, perchè non hanno pensato all'emergenza casa». «Apprezzo la coerenza logica di Confalonieri - ha replicato il presidente della commissione Margherita Peroni - però dobbiamo decidere se vogliamo rispondere a un bisogno pressante, o far attendere ancora la gente». La richiesta di costruire nelle aree standard, infatti, è stata fatta dal Comune di Milano e da 7 comuni dell'hinterland (fra cui Sesto San Giovanni e Bresso).