Pieve, bufera su una delibera
PIEVE P. MORONE. «Atto lesivo degli interessi del Comune che favorisce, anzi, un consigliere di maggioranza». E' bufera sulla giunta guidata dal sindaco Angelo Cobianchi. L'opposizione ha presentato una mozione urgente per chiedere una discussione nel prossimo consiglio comunale. Il documento è firmato da Angelo Razzini, Siro Zangrandi Enrico Moro e Virginio Anselmi. Che sono durissimi. Sotto accusa finisce una delibera di giunta di dicembre relativa allo «scomputo oneri di urbanizzazione». Secondo la minoranza «non ci sono i requisiti della legittimità e della correttezza tecnica e contabile». Inoltre, «l'intervento edilizio di Carlo Albanesi (il consigliere in questione,ndr) viene realizzato su area che risulta già urbanizzata».
Stando sempre a Moro, Razzini, Zangrandi e Anselmi, manca poi «la documentazione idonea comprovante i costi sostenuti» oltre «alla convenzione stipulata prima della realizzazione dell'opera fra il Comune e Albanesi con cui vengono regolamentate le condizioni tecniche ed economiche per l'urbanizzazione di cui si tratta».
L'opposizione chiede dunque «di revocare la deliberazione in quanto illegittima e lesiva degli interessi del Comune». Anche perchè, fra l'altro, il segretario comunale aveva dato parere negativo all'operazione. Ma il sindaco, Angelo Cobianchi, contrattacca: «Se l'abbiamo approvata è perchè ce n'erano i presupposti, è ovvio. Altrimenti non lo avremmo fatto. Qui non si favorisce nessuno. Prima di procedere abbiamo chiesto il parere all'ufficio tecnico, che ha dato l'ok». Un piccolo particolare. Il responsabile del settore è Virginio Boggioni. Assessore all'edilizia. Quindi membro della maggioranza. «E' il responsabile dell'ufficio, non il tecnico che materialmente analizza le pratiche» ribadisce ancora il sindaco.
Furibondo «per il polverone ingiustificato» è invece Carlo Albanesi, il consigliere comunale di maggioranza oggetto della mozione. «Non sanno cosa dicono - sbotta -. Io sono geometra da dieci anni e so bene come si fanno certe cose. E' un atto dovuto e basta. C'è una legge che prevede lo scomputo degli oneri nel caso in cui il proprietario del lotto provveda lui stesso a farsi carico delle spese per fognature, luce eccetera. Cose che altrimenti dovrebbe pagarsi il Comune».
«In ogni caso - conclude - prima di attaccare qualcuno dovrebbero informarsi. Ma non finisce qui». Ma che qualcosa non sia andato proprio per il verso giusto, lo si intuisce nel verbale della proposta. «Erano presenti in cinque - dice Anselmi -: Cobianchi, Boselli, Boggioni, Indigenti e Luigina Canosi. I primi quattro hanno votato a favore. La Canosi, invece, è uscita prima della votazione perchè non era d'accordo».