Vincitori e vinti della battaglia interna alla Casa della Libertà



E' durata qualche mese la «battaglia» in consiglio comunale, che finisce con pochi vincitori e molti sconfitti.
Riepiloghiamo innanzitutto i fatti.
Lo scorso anno il Comune di Mortara decide di organizzare un concorso per un posto da dirigente. Il concorso si svolge nel mese di agosto, i partecipanti sono due. Il vincitore - già dipendente del Comune - ottiene un avanzamento di carriera. In seguito la giunta cambia la pianta organica comunale e istituisce il servizio stranieri.
Prevedendo funzioni fin qui non svolte, il Municipio decide che serve un nuovo dirigente. Bandire un nuovo concorso? Inutile, perché è ancora aperta la graduatoria del concorso di agosto. Cosi si pensa di assumere il concorrente rimasto escluso che - ma è solo un caso - è il figlio del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale.
Quando si ventila l'ipotesi alcune forze di maggioranza - Alleanza nazionale e Lega Nord - dicono, anche attraverso gli organi di stampa locali, che quell'assunzione non s'ha da fare. La giunta e in particolare il suo sindaco, insistono e ai primi di gennaio dicono al dirigente competente di preparare l'atto amministrativo per dar corso all'istituzione del servizio stranieri e per l'assunzione - a tempo determinato - del secondo classificato del concorso di agosto.
I consiglieri comunali della Lega Nord, però, non ci stanno e dicono al sindaco che se dà corso all'assunzione (anche solo per un anno) loro escono dalla giunta.
Per cercare di smorzare i toni il capogruppo di Forza Italia si dimette dal consiglio comunale. Il segretario provinciale della Lega Nord - fresco di investitura - Andrea Sala, plaude al gesto e fa capire che le proteste della Lega rientrano.
Ma il giorno dopo, sulla Provincia pavese, viene smentito dai suoi militanti. Il Carroccio mortarese presenta un ordine del giorno per il consiglio comunale con il quale chiede alla giunta di non dar corso ad assunzioni di esterni per il servizio stranieri. L'ordine del giorno viene votato dalle opposizioni, dalla Lega e - a sorpresa - dal nuovo capogruppo di Forza Italia. Un altro esponente azzurro lascia l'aula poco prima del voto per un malore improvviso.
La mozione passa, la maggioranza diventa per un momento minoranza, grazie alla saldatura tra opposizione comunista e della Margherita con la Lega Nord e il capogruppo azzurro.
Chi ha vinto la battaglia? La Lega Nord di Mortara sicuramente che ha tenuto duro, e ha imposto la sua linea alla maggioranza.
Chi sono gli sconfitti? Tanti. A partire dal sindaco, che ha lasciato mettere in piazza le spaccature del Casa della Libertà, proseguendo con il neo-segretario provinciale della Lega, smentito dai suoi militanti. Infine esce di scena la famiglia dell'ex capogruppo di Forza Italia: fuori dal consiglio comunale e fuori dal servizio stranieri. (c.e.g.)