La Maxerre vuol ripartire «Il segreto è la tranquillità»
VOGHERA.Con due sole sconfitte in quattro mesi di campionato sarebbe folle istituire processi. Ma, quando anche per le squadre pigliatutto come la Maxerre attuale arriva il ko inatteso, l'eco si raddoppia. E, dunque, dopo il j'accuse soft arrivato da tecnico e società, parola alla squadra. Per tutti parla Nicola Ogliaro, leader in campo e fuori. La sua analisi è, in linea col personaggio, estremamente schietta e diretta. «Non parliamo di crisi - esordisce il gunner piemontese - è stato un episodio. Non abbiamo interpretato il nostro gioco, più che a pallacanestro si è fatto a botte. La ragione? Ci siamo innervositi per l'aggressività di Bosto, poi persi in continue proteste. Non deve più succedere. Visto il girone d'andata, mi sento di dire che le avversarie possano batterci solo mettendoci le mani addosso e cercando di provocarci. Noi dovremo essere attenti a non cadere in questo genere di trappole e ricordarci di avere massimo rispetto per tutti. Non si può pensare che la vittoria arrivi solo perché la classifica dice che sei primo o perché hai individualità importanti. Serve gioco di squadra e non bisogna mai sentirsi appagati». «Nick manocalda» fornisce, poi, un'ulteriore chiave di lettura del primo stop: «Oltre ad un approccio non ottimale, mi è sembrato che la squadra fosse stanca. Nelle vacanze abbiamo lavorato molto sul potenziamento, in questo momento siamo meno agili. Penso che si tratti di un calo di forma che, nell'arco di una stagione, ci può stare. Dopo tutto, l'ultima partita l'abbiamo persa due mesi fa a Cremona. Ma a Desio mi sento di promettere che sarà diverso. Mi parlano di un campo molto caldo: giocare in un ambiente del genere sarà davvero stimolante. L'atmosfera che ho percepito nei primi allenamenti settimanali mi sembra già quella giusta».
Paolo Rappoccio