Un maestro cattivo che punisce i bimbi

MILANO.Le sue azioni sono un evidente messaggio pedagogico-educativo. Mister Unabomber vuole dare una severa punizione che solo un «cattivo maestro» può decidere di mettere in atto contro «l'indisciplina». Ogni volta che organizza la sua pericolosissima messa in scena è come se stesse punendo dall'alto della «sua» visione etica del mondo. Ne è convinto il criminologo Francesco Bruno.
- Professore, abbiamo quindi a che fare con un educatore terrorista?
«Lo potremmo definire proprio cosi. E' certamente un uomo, forse di un'età compresa tra i 40 e 50 anni, che odia il chiasso, il divertimento e quindi i bambini. I ragazzi rispecchiano l'indisciplina, giocano con ogni cosa che trovano anche per terra. Insomma, vivono l'età dell'infanzia dove l'aspetto ludico prevale e le regole vengono messe da parte».
- Gli ordigni che crea sono dunque destinati a dimostrare che viviamo in una società senza regole?
«Penso che Unabomber sia un ecologista-terrorista che vuole far pulizia. Pulizia dai prodotti commerciali ma anche pulizia dai rifiuti. Infatti gli ordigni-giocattolo, come gli ovetti gialli, erano per terra, cosi come ci sono sigarette, carte, scatole di latta, bottiglie di plastica che sporcano l'ambiente. E chi tocca o usa i 'rifiuti" per giocarci, come nel caso di questi studenti, è punito. Insomma, Unabomber vorrebbe che tutti fossero disciplinati, le strade pulite e che non si odano rumori fastidiosi. Situazioni che, in lui, creano disagio psicologico. Inoltre sta dimostrando una capacità sempre più raffinata di costruire ordigni, anche piccolissimi, che saltano in aria senza che l'ignaro malcapitato possa intuirlo».
- Ma ce l'ha solo o soprattutto con i bambini?
«Direi che in particolare odia l'infanzia o tutto ciò che la riguarda. Però le sue azioni terroristiche non si limitano solo a colpire i bambini ma rappresentano anche un segnale per gli adulti. Nell'obbiettivo di Unabomber ci sono pure i rituali che la gente oramai non segue per il significato morale e storico che hanno, bensi per il divertimento e basta. Come il Carnevale. Teniamo presente che mancano pochi giorni all'inizio della festa che vede maschere e coriandoli».
- In quale trappola potrebbe cadere ed essere finalmente arrestato?
«L'unica trappola è attendere che compia un errore. Certo, la speranza è che gli inquirenti riescano a smascherarlo al più presto ma nei casi di reati seriali compiuti da un criminale di questi genere c'è un passaggio importante. Quello di alzare sempre di più la posta in gioco mettendo a rischio le proprie capacità. Unbomber sfida l'autorità. E ogni volta crea ordigni per colpire in maniera sempre più eclatante. La sua ascesa come terrorista, e si badi bene che le sue 'bombe" hanno mutilato e ferito gravemente ma non ucciso, va di pari passo alla possibilità che sbagli. Il suo impulso di continuare ad agire è fortissimo. Deve farlo, altrimenti non riesce a vivere, non riesce a far sentire la sua voce».
- Secondo lei questa persona potrebbe essere in cura da qualche psischiatra?
«E' probabile che sia stato già in cura. Ma se si tratta di un paranoico, e credo proprio sia questo il caso clinico, è molto complesso individuarlo e scovarlo. I paranoici e chi sdoppia la propria identità riescono a comportarsi in pubblico come persone normalissime». (r.r.)