E la categoria intanto si muove sul tema della diffamazione
MILANO.Sono un migliaio le firme raccolte dall'Unci contro il disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa in discussione al senato. «Ma temo che dovranno diventare almeno 500.000 in modo da poter chiedere il referendum abrogativo - ha detto l'altro giorno Giuliano Pisapia, parlamentare di Rifondazione Comunista -. Il disegno è arrivato in aula blindato e le possibilità di modifiche sono molto ridotte». Sul ddl approvato dalla Camera il 26 ottobre scorso, l'Unci (Unione nazionale cronisti) e il Gruppo Cronisti Lombardi hanno organizzato un incontro a Milano In particolare i giornalisti chiedono la modifica della norma che attribuisce la competenza ad un giudice monocratico, anzichè ad un collegio giudicante, e di quella che stabilisce l'interdizione automatica della professione per un periodo da uno a sei mesi. «Bisogna trovare un giusto equilibrio in modo che vengano tutelati sia i giornalisti seri e preparati che i diritti dei cittadini - ha detto Pisapia - Ma è meglio nessuna legge, in attesa che ne venga fatta una migliore, che quella pessima che sta per essere approvata». «E' una legge che limita la nostra professione, una legge bavaglio, che introduce l'interdizione dalla professione e quindi la sospensione dallo stipendio», ha detto Michele Crosti, presidente dei Cronisti Lombardi. «Verrebbe abolita la detenzione, ma per chi esercita una professione come la vostra l'interdizione è peggio che stare dietro le sbarre di una cella - ha aggiunto Pisapia - Perchè almeno anche dal carcere si potrebbe continuare a lavorare». Tra le modifiche richieste c'è quindi che sia l'Ordine dei Giornalisti a continuare a vigilare sui giornalisti definendo eventuali provvedimenti.