La febbre del «53» fa vittime in città

VIGEVANO. L'attenzione sulle estrazioni del lotto coinvolge anche i vigevanesi, che insieme ad altri milioni di cittadini, hanno aspettato e aspettano l'uscita del numero ritardatario, l'ormai tristemente famoso 53 sulla ruota di Venezia. Il numero 53 è famoso per tanti motivi. Il primo, è che sta ormai diventando un ritardatario di una certa portata; con quella di ieri, manca da ben 177 estrazioni; il secondo motivo è la quota di vincita. Se estratto, farebbe vincere una cifra 10,56 volte superiore a quella giocata. Il terzo motivo è direttamente collegato al secondo: le cifre giocate, e quindi perse, su questo numero. Anche a Vigevano.
Soprattutto nel periodo tra settembre e novembre, il picco di giocate dirette e non sul 53 si è alzato di molto, per poi scendere a livelli minori nei mesi seguenti.
«Ormai non si punta più solo sul 53 - dice Marco Terenzio, della ricevitoria di via del Popolo - Siccome puntare solo sul ritardatario è pericoloso, adesso si cercano abbinamenti. L'estratto secco lo hanno lasciato perdere quasi tutti, anche se nell'80% circa delle giocate il 53 su Venezia è sempre presente».
Forti vincite, in caso di estrazione, ma anche forti perdite, se il gioco è gestito male, se ci si lascia prendere la mano. «Il fatto è - continua Terenzio - che diventa un po' come un gioco al rialzo. Ogni volta si cerca di giocare un po' di più, nella speranza di ritornare in attivo». Anche a Vigevano non mancano casi in cui le perdite sono arrivate anche a 6000 euro, o addirittura a 30.000. Ma le persone hanno cominciato a farsi due conti in tasca e optare per giocate con cifre più ragionevoli, e combinazioni più sicure. «Il lotto - dice Francesca Farrauto, titolare di una ricevitoria in via S.Giovanni - è molto giocato. Si spera sempre nel sogno. Ma la maggior parte della gente smette di puntare sull'estratto, per spostarsi sulle combinazioni». Il 53, oltretutto, si è accompagnato con un altro ritardatario, sempre su Venezia, il 67, che è uscito a settembre. «E infatti - continua Francesca Farrauto - quello è stato il periodo in cui i numeri sono stati giocati di più». Cifre grosse? «La puntata in sè non è quasi mai grossa, ma ci si accorge di aver perso molto quando si fa un conto di quante giocate si sono fatte sull'estratto. La cosa migliore sarebbe comunque di non giocare l'estratto, ma combinato con altri numeri». A Vigevano, quindi, la febbre del 53 è venuta, ha fatto qualche danno, e piano piano se ne sta andando, «perché - come dice un altro titolare di ricevitoria - ormai i soldi da spendere stanno finendo. Di solito si punta sul ritardatario dopo la centesima estrazione. Difficile che qualcuno riesca a giocare per settantasette volte di fila». (i.c)