«Non toccate la Fondazione»

Ho letto la lettera dell'assessore comunale Ettore Filippi dedicata, per cosi dire, alla mia persona e nella quale i giudizi capziosi e malevoli si uniscono alle inesattezze. Posso comprendere che il mio duplice ruolo di presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e di Ascom possa essere un facile e quasi banale strumento di polemica ma, francamente, non pensavo che potesse essere anche motivo di strumentalizzazione politica.
Perciò chiarisco subito due punti: non ho scritto sulla lavagna i «buoni» e i «cattivi». Ho solo riferito ciò che hanno fatto quelli che governano la città: chi ha fatto cosa e chi no. E non sono schierato né con la destra, né con la sinistra. Ripeto quello che ho già scritto: daremo il nostro appoggio a chi ci dirà in modo chiaro e senza mezzi termini cosa vuole fare di Pavia, quando e in quanto tempo.
Per quanto riguarda i commercianti, troppo spesso citati con un «che» di dispregiativo, non è corretto additarli come gli unici, biechi, oppositori alla chiusura di piazza Botta. Non pare attuale e neanche opportuna tale discriminazione di una categoria descritta come se vivesse in una propria riserva indiana, opposta a tutto e a tutti gli altri. Il signor Filippi, dimentica, cosi facendo, la posizione espressa dall'Aci e dimentica le altre categorie: avvocati, commercialisti, professionisti vari. La Pavia che produce, insomma. A cui si opporrebbe, nell'improbabile scenario tratteggiato, una Pavia «illuminata» che vorrebbe la città proibita a tutti tranne che ai residenti.
Credo, invece, che esista una condivisibile, diversa possibilità. A patto che esistano le condizioni dovute e i parcheggi adeguati. Tanto per entrare nel merito: se il parcheggio di via Trieste è vuoto, pur essendo conosciuto da molti anni, vuol dire che la gente non ci va. Non varrebbe la pena di chiedersene la ragione? Ci sarà pur un motivo o forse più di uno: insicuro? Scomodo? Caro? La gente va dove si trova meglio, su questo si può essere tutti d'accordo.
Per questo sono pronto a replicare a critiche al mio operato quale presidente dell'Ascom impegnato a tutelare interessi e diritti non solo dei commercianti ma anche, a mio giudizio, di larga parte dei cittadini che intendono avvicinarsi al centro storico, ma non accetto critiche di partigianeria o di «vicinanza» a formazione politiche per quanto attiene al mio operato quale presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Infatti, in questi anni, non solo non ho mai subito condizionamenti di sorta, ma sono sempre stato totalmente indifferente al «colore» delle diverse amministrazioni comunali di cui la Fondazione ha sostenuto i progetti, cosi come è confermato dal fatto che tutte le decisioni della Fondazione sono sempre state assunte all'unanimità, e cosi anche, tra gli altri, con i voti dei consiglieri Crovace e Astolfi di cui sono ben note le diverse idee politiche.
Certamente posso capire che ciò sembri strano ad una persona come l'assessore Filippi per il quale contano forse più le «appartenenze» rispetto al concorso delle idee per il perseguimento di obiettivi di interesse collettivo, ma devo ribadire che la Fondazione ha sempre valutato i progetti che via via erano sottoposti alla sua attenzione senza alcun pregiudizio o interesse partitico.
E' per questo che sono addirittura ridicole le illazioni dell'assessore in merito ai nostri investimenti per il Polo Logistico di Mortara o per l'area ex Neca a Pavia. Posso solo ricordare che il progetto per l'interporto a Mortara era stato inizialmente presentato dalla amministrazione di sinistra della Lomellina ed è stato discusso per quasi due anni da tutti gli enti pubblici interessati.
Per quanto poi riguarda il mio presunto disinteresse per Pavia in quanto amministrata dal centrosinistra, posso solo ricordare che tempo addietro ho formalmente comunicato all'assessore Bozzano che la Fondazione ha conferito un incarico ad una società di consulenza per la valutazione dell'area ex Neca. Non solo, io stesso ho illustrato il progetto della Fondazione ai capigruppo in consiglio comunale e perciò non è per nulla vero che il progetto per il recupero dell'area ex Neca sia ormai tramontato. Anzi, è vero esattamente l'opposto.
Ugualmente, è falso che la Fondazione abbia direttamente o indirettamente frenato l'approvazione del Pii per l'area Marelli, in quanto io stesso mi sono incontrato con consulenti della proprietà Marelli per discutere come integrare, in futuro, i programmi finalizzati al recupero e sviluppo delle aree ex Neca e Marelli.
Al di là di ciò, la migliore conferma dell'impegno della Fondazione per Pavia è data dal fatto che, tra il 2000 ed il 2004, la Fondazione ha sostenuto finanziamenti dedicati a progetti di interesse cittadino per circa 16 milioni di euro di cui circa 4 milioni solo nell'esercizio 2004. Per non citare i circa 3 milioni di euro che tengono in vita il Teatro Fraschini e che gli hanno permesso di cogliere i successi che tutti riconoscono.
Posso anche aggiungere, per smentire nuovamente le insinuazioni dell'assessore Filippi, che la Fondazione tra il 2000 ed il 2004 ha erogato all'Amministrazione comunale, nelle sue diverse articolazioni, finanziamenti per oltre 4 milioni di euro di cui ben 2,5 nell'esercizio 2004. E mi permetto di aggiungere che a tali ingenti investimenti si sommeranno, compatibilmente con i tempi della procedura fallimentare, le risorse destinate all'area ex-Neca. A tale proposito, consiglio all'assessore di informarsi circa i bilanci della Fondazione: si renderebbe conto che esistono le disponibilità finanziarie per realizzare, se necessario, anche il progetto in quell'area e altri ancora.
E adesso, signor Filippi, la saluto. E stia tranquillo: non presenterò la mia candidatura a sindaco di Pavia.
Aldo Polipresidente dell'Ascom e della Fondazione Banca del Monte, Pavia

Bressana, fini elettorali
con la commemorazione?

I sottoscritti consiglieri comunali di Bressana, appartenenti al gruppo «Insieme», ritengono di stigmatizzare quanto avvenuto in occasione della preparazione della commemorazione per il 60º anniversario dell'eccidio di Cascina Bella.
Ritengono, infatti, che solo il responsabile atteggiamento della locale sezione dell'Anpi abbia impedito che, per la prima volta, una manifestazione in onore dei caduti per la Libertà si trasformasse in iniziativa strumentalizzata a fini elettorali.
La contemporanea presenza di due appartenenti alle sole forze di maggioranza governativa e, per di più, la presenza per la prima volta in assoluto di un rappresentante della Regione Lombardia - guarda caso dell'assessore eletto nel nostro collegio e certo prossimo candidato alle elezioni di aprile - avrebbero avuto un significato di parte e di pura propaganda.
La pubblicazione degli inviti sotto l'esclusiva responsabilità dell'Amministrazione comunale - senza accenni all'Anpi, nemmeno laddove si parla di consegna tessere ad honorem (di chi?) - è stato il segnale preciso della volontà di escludere dalla preparazione e dalla gestione i legittimi titolari della commemorazione che hanno saputo a cose fatte del programma e degli intervenuti. L'accettazione della richiesta dell'Anpi di inserire tra gli oratori il proprio presidente provinciale e la gestione della consegna delle tessere ad honorem da parte dell'Anpi stessa, ha ridato la dignità necessaria alla manifestazione.
Vogliamo sperare che la particolare gestione della giornata - abbondanza di fiori e rinfresco finale - volessero segnare un momento commemorativo importante - il 60º anniversario - e non un particolare omaggio a particolari ospiti.
Allo stesso tempo speriamo che i promessi finanziamenti per onorare compiutamente il 60º Anniversario della Liberazione non si siano esauriti il 16 gennaio: a tal proposito richiediamo di avere rendicontazione di quanto complessivamente speso. E non possiamo far altro che augurarci che in futuro non si ripetano questi atteggiamenti.
Umberto Montagna Tino Rossi Davide Scagliotti Gian Pietro Miracca e Gianfranco PoleselBressana Bottarone

Massimo Zanotti, ricordi
ed emozioni del basket

La fotografia pubblicata sulla Provincia pavese del 20 gennaio, scattata in occasione della festa per il 60º compleanno di Massimo Zanotti, ha fatto rivivere a me e a mio marito, vecchi appassionati di pallacanestro, ricordi ed emozioni che non ci sembravano cosi lontani. Rimpiangiamo ancora le memorabili «battaglie» dell'Onda al Palaespo, qui a Pavia, dove gli spettatori si vedevano tutti in faccia, si conoscevano tutti e vivevano le partite come se le giocassero e i giocatori ce la mettevano sempre tutta, riuscendo spesso a vincere sfide impossibili.
Vogliamo che giungano a Massimo Zanotti, il mitico «Lepre» che tante piacevoli emozioni ci ha procurato, i nostri auguri più affettuosi.
Ermelina MilaniPavia