Legge anti-fumo: tutti contenti, anzi no
PAVIA. Clienti disciplinati e calo nelle vendite dei tabacchi. A due settimane dall'entrata in vigore delle nuove norme sul divieto di fumo si può trarre un primo bilancio. E sembra che i clienti di bar e ristoranti si siano già abituati alle restrizioni che regolano il consumo delle «bionde». Prevale la rassegnazione, ma non per questo si placano le polemiche dei gestori degli esercizi pubblici. Che lamentano in particolare un calo evidente della clientela, e costi troppo elevati per allestire sale adibite ai fumatori.
La tendenza negativa sembra registrarsi in particolare nei locali aperti di sera, come pub e birrerie, mentre hanno risentito meno della legge antifumo i locali che fanno orari diurni. «La motivazione è semplice - spiega Fiorenzo Generale, vicepresidente della confesercenti, oltre che gestore del bar Niki in corso Matteotti -. Le punte più negative si registrano negli esercizi che puntano solo sulla sera, come sale biliardo o dove si fanno giochi di ruolo. E' chiaro che un fumatore difficilmente abbandona il tavolo per andare fuori a fumare la sigaretta. A questo si aggiunge la fisiologica diminuzione della clientela che solitamente si registra a gennaio, dopo le festività. La parte più criticabile della legge, giusta nel principio, è il fatto che non si sia provveduto in alcun modo a predisporre degli incentivi per chi voglia installare impianti di ventilazione. Il costo di un allestimento del genere può arrivare anche fino a 40.000 euro. Per adesso l'unica soluzione possibile è riservare uno spazio esterno, possibilmente riscaldato, per chi fuma, Da questo punto di vista c'è la disponibilità del Comune di Pavia a concedere permessi più facilmente e già la regione Lombardia sta approntando fondi a sostegno di chi vuole allestire adeguatamente questo spazio».
Possibilità, quella di utilizzare lo spazio esterno per i fumatori, che qualche gestore ha già realizzato. «Abbiamo cominciato ad abituare i clienti già dall'anno scorso, ma per tutelare anche i 'diritti" di chi fuma abbiamo sistemato dei 'funghi" all'esterno come riscaldamento - spiega Claudio Lucini del bar tabacchi 'Il Ponte" in Strada Nuova -. Nessun calo particolare della clientela, ma flessione negativa nella vendita dei tabacchi, con perdite di qualche centinaio di euro alla settimana».
Per Andrea Celin, che gestisce un bar nella stessa via, «è tutto un guadagno in termini di benessere. Nonostante il calo - continua Celin - c'è più movimento di clienti, perché diventa tutto più rapido: si beve il caffè e poi si esce a fumare. Certo non si consuma più come prima».
Bilancio positivo anche alla «Cremeria del Ticino» gestita da Stefano Quattri. «A parte qualche 'integralista" per adesso non abbiamo dovuto richiamare nessuno. E la situazione è destinata a migliorare ancora con l'arrivo della bella stagione».
Qualche perplessità sulla legge, invece, si registra al bar-pizzeria «Braccio di Ferro», dove lavorano i baristi Isa e Dash. «Qui non ci sono comunque posti per sedersi, quindi il problema è meno avvertito. Però forse è necessario creare dei posti per fumatori, come funziona all'estero».
Parole taglienti sono invece quelle pronunciate da Vitina Salanitro, del bar Milano di Strada Nuova. «Il ministro Sirchia deve capire che i clienti sono educati e rispettosi dei regolamenti. Il problema è un altro: sembra che si vogliano aumentare le tasse ai tabaccai per il mancato introito da parte dello stato che deriva da un calo delle vendite dei tabacchi di quasi il 23%, e questo è inaccettabile».
A questo problema si aggiunge quello dei costi degli impianti di aspirazione per le sale fumatori. «Avevamo due sale separate ma con questa legge non sono più a norma - lamenta Carmela Generale della pizzeria 'Da Giulio" -. Faremo sicuramente l'intervento, ma oltre al costo elevato non si sono considerati altre questioni, ad esempio il fatto che dovrà esserci del personale interno che cura esclusivamente la sala fumatori. Come si comportano i clienti? Per adesso bene, tranne qualcuno che pur di fumare lo fa in bagno. Purtroppo è anche successo che qualcuno uscisse con la scusa di fumare e poi non rientrava più per pagare il conto. Ma sono stati comunque casi isolati».
Maria Fiore