La rettrice del collegio Castiglioni: «Serve il restauro»
PAVIA.Viene presentato domani alle ore 11 nell'Aula Foscolo il volume di Marco Albertario 'Pavia 1475: gli affreschi della Cappella Castiglioni".
Il libro celebra il cinquantenario della 'riapertura" del collegio femminile Castiglioni-Brugnatelli, che affonda le sue radici al 1426. Intervengono l'assessore provinciale Renata Crotti, il commissario straordinario Isu Graziano Leonardelli, la rettrice del collegio Leonarda Vergine, la presidente dell'associazione ex-alunne Maria Clara Cuccia e il docente Saverio Lomartire. Alla fine dell'incontro il volume sarà distribuito al pubblico. Dalle 14,30 alle 17,30 sarà possibile visitare la Cappella.
«Un anniversario importante per il mondo universitario, la città, il territorio»: definisce Renata Crotti il 50º 'compleanno" del Castiglioni-Brugnatelli. «Si sa - aggiunge - che anche le piccole/grandi occasioni, come la presentazione di un libro, rappresentano un appuntamento con la storia della città, di ieri per conoscere l' oggi e per prospettare il domani. L'oggi del Collegio Castiglioni è qui riaffermato nella serie di attività messe in campo per celebrare i primi 50 anni, grazie anche al sostegno dell'Isu e del suo presidente Leonardelli, che ha di buon grado accettato di cofinanziare, insieme alla Provincia di Pavia, il presente volume e grazie alla attenzione costante della rettrice 'storica" del Collegio, 'Lea" Vergine». «Trattandosi di un collegio femminile - continua la Crotti - perché non prospettare di farne sede privilegiata per sperimentare processi e progetti legati alla cultura di genere, non quella esasperata che ha fatto il suo tempo, ma quella pacata, razionale e costruttiva che non senza difficoltà oggi si sta affermando».
«Ora sarebbe tempo - dice Alberta Leonarda Vergine - he si ponesse nuovamente mano a un restauro che rimediasse alle offese del tempo e delle intemperie, ma le risorse dell'Ente per il diritto allo Studio cui fa riferimento il Collegio, sono estremamente ridotte e per il momento possiamo solo sperare nella munificenza di enti pubblici o privati che, magari sollecitati anche dalle belle pagine di Albertario, decidano di legare il proprio nome a tanto impegnativo compito».