Fausto non molla «Decisione presa»

ROMA.«La mia candidatura è indiscutibile». La risposta al pressing dei Ds arriva a metà pomeriggio, una nota del segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti che sembra chiudere ogni spazio di compromesso.
«Sono venuti da esponenti dei Ds - scrive Bertinotti - pressioni e richieste qualche volta cortesi, qualche volta insistentemente puntute, di rinunciare alla mia candidatura nelle primarie. Tanto cortesemente, quanto fermamente, vorrei ricordare che la mia decisione di partecipare alle primarie è stata presa e resa pubblica all'indomani dell'annuncio da parte del presidente Romano Prodi della necessità politica della coalizione di procedere alle primarie, in cui Prodi stesso naturalmente è il primo candidato. Ho semplicemente fatto il secondo - prosegue il leader del Prc - per una elementare esigenza di rendere il confronto realmente democratico».
Secondo Bertinotti, «anche la straordinaria, e per un certo verso irripetibile esperienza delle primarie in Puglia, ha messo in luce il grandissimo potenziale di partecipazione che c'è nella risorsa democratica. Si può competere per una leadership per molte ragioni. Starà agli elettori valutarne con il voto la fondatezza. L'importante - conclude Bertinotti - è che venga rispettato da tutti l'esito che avranno le primarie. Questo per quello che ci riguarda è sempre stato fuori discussione e per questo la mia candidatura è dunque indiscutibile. Penso che sarebbe bene prenderne atto e disporsi tutti a mettere a valore dell'intera coalizione un appuntamento di democrazia».
Insomma discorso chiuso. Tanto che nella Quercia c'è chi insiste per una presenza anche diessina alle primarie di maggio. «Ritengo che sia in corso un tentativo di destrutturare il ruolo dei Ds dal sistema politico del centro sinistra e, a questo, si reagisce con uno scatto di orgoglio che non può essere uno scatto di nervi», ha detto ieri Cesare Salvi, esponente della corrente 'Aarea sinistra socialismo" a margine della Direzione dei Ds. «Le primarie non possono essere uno strumento a candidato unico, se ci sono le primarie i Ds devono avere un loro candidato».
Nella coalizione di centrosinistra intanto si continua a discutere anche del nuovo nome che dovrà sostituire la Gad, anche alla luce delle indiscrezioni e in vista del primo febbraio, quando Romano Prodi presenterà i 14 candidati del centrosinistra alle regionali. La proposta elaborata da alcuni tecnici, Unione per la Democrazia, non avrebbe ancora convinto tutti i leader che dovranno arrivare ad una decisione forse con un vertice ad hoc la prossima settimana.