Treni, la sofferenza Rogoredo-Pavia

L'altra giorno (c'era sciopero), bloccata alla stazione di Milano Rogoredo per oltre un'ora in attesa di un treno, ho dedotto che le Ferrovie dello Stato (o Trenitalia, che è la stessa cosa) considerano i pendolari della linea per Pavia di serie Z. Infatti, mentre attendevo un treno per ritornare a casa, tra le 17.30 e le 18.30, ho visto passare ben 5 treni diretti a Codogno e oltre e solo uno per Pavia, il diretto per Novi, su cui era impossibile salire perché pieno all'inverosimile.
Sorgono spontanee alcune domande: come mai sulla linea per Pavia sono garantiti cosi pochi treni? Come mai il primo treno garantito, in caso di sciopero, è il regionale delle 17.42 quando prima di esso in orario dalle 16.51 alle 17.30 sono previsti ben 5 treni? E' ovvio che a Rogoredo si addensino moltissimi viaggiatori in attesa di rientrare a casa. Non potrebbe essere garantito anche il regionale per Piacenza via Pavia delle 17.24, facendolo fermare in tutte le stazioni fino a Pavia?
Perché il regionale della 17.42 è arrivato a Rogoredo con 50 minuti di ritardo? Se fosse stato in orario, si sarebbe evitato l'assalto al diretto per Novi delle 18.
Perché, in caso di sciopero, non si viene utilizzato materiale a due piani, in modo da avere una capienza maggiore sui pochi treni che circolano?
Come mai le Ferrovie sono incapaci di gestire qualsiasi emergenza? Come mai un'impiegata del mio ufficio che aveva telefonato al numero di Trenitalia (peraltro a pagamento), si è sentita rispondere che il regionale per Pavia delle 17.29 avrebbe viaggiato regolarmente?
Perché per avere informazioni da Trenitalia (e anche si sbagliate) bisogna pagare? Come se non regalassimo già una sacco di soldi alle Ferrovie con i nostri abbonamenti e con le tasse che paghiamo ogni mese come contribuenti!
La pazienza ha un limite. Già venerdi scorso sono arrivata a Rogoredo con 80 minuti di ritardo perché, secondo Trenitalia, un viaggiatore si era sentito male ed era dovuto intervenire il 118. Ma il 118 impiega un'ora per intervenire? E a Rogoredo non ci sono altri 5 binari su cui far passare i treni, possibile che un treno blocchi tutto?
Vittoria CinquiniPavia

Pavia al voto, Losurdo:
in An dibattito costruttivo

Ritengo opportuno intervenire sul contenuto della lettera pubblicata sulla «Provincia pavese» e sottoscritta da vari esponenti di An. In particolare, per quanto riguarda la richiesta di rappresentare in esclusiva An nelle trattative pre-elettorali, ritengo di dover e poter dire quanto segue. Condivido in pieno tutto il contenuto della lettera suddetta che contiene verità e valutazioni politiche inoppugnabili. Non vi è dubbio però che una interpretazione letterale di una parte dell'articolo della «Provincia pavese» del 12 gennaio: «Ho chiesto di poter prendere decisioni a Pavia anche in assenza di disposizioni definitive della Lega Nord», può non trovare conforto in una complessiva interpretazione logica di tutto il contenuto dell'articolo.
Devo altresi aggiungere che il sottoscritto ha potuto sapere dal redattore dell'articolo che Nola aveva aggiunto una frase inequivocabile non pubblicata per motivi di spazio e cioè che era stato riferito al presidente provinciale del partito il contenuto dell'incontro romano. Peccato, perché la pubblicazione di quella frase non avrebbe fatto sorgere dubbi di alcun genere. Comunque la lettera conteneva solamente una nota critica che non aveva valenza personale contro chicchessia e quindi neanche contro Nola, ma sul metodo di condurre le trattative da parte dei partiti che si è rilevato, a oggi, fallimentare.
Nella lettera si fanno proposte di nuovi indirizzi nei rapporti fra i partiti che Nola stesso condivide. Per amor di verità, devo però dire che la interpretazione autentica del redattore, anche con riferimento alle parti non pubblicate, rende alcune ragioni al Nola che certamente sono condivise dai sottoscrittori della lettera pubblicata.
In conclusione, ritengo opportuno ricordare che la destra politica è stata accusata per anni di scarsa democrazia interna e che oggi qualcuno vede spaccature anche in presenza di una minima osservazione critica in un legittimo dibattito interno ad An o in una qualsiasi cronaca giornalistica. Si sappia definitivamente che An è un grande partito democratico dove si discute in uno spirito però assolutamente unitario e teso a raggiungere i migliori risultati possibili.
Cosi come avverrà a Pavia in occasione delle prossime elezioni regionali e comunali che vedranno centinaia di iscritti impegnati con spiccato spirito unitario per raggiungere risultati vincenti e, per quanto riguarda Pavia, per pervenire, alla prima amministrazione di centro-destra della città. E' un evento che viene invocato da larghi settori della cittadinanza pavese: il dibattito interno nei partiti condotto con spirito unitario e costruttivo potrà solo far lievitare il voto a favore del centro-destra perché la prima richiesta degli elettori è la chiarezza e il rispetto degli impegni elettorali.
on. Stefano LosurdoAn, Pavia

Referendum, diciamo no
all'astensionismo di Ruini

Il presidente della Cei, il cardinale Ruini, ha dettato la linea politica al mondo cattolico per fronteggiare al meglio il pericolo del referendum sulla procreazione assistita.
Con toni morbidi e suadenti, ha invitato a non cercare la soluzione parlamentare perché non farebbe che peggiorare la legge e ad affrontare invece serenamente lo scontro referendario utilizzando tutte le opportunità offerte dalla legge sui referendum. E' un chiaro invito a ricercare la vittoria facendo mancare il quorum. E certamente un intervento da leader politico.
Credo che la risposta dei laici di ogni schieramento, di chi crede ancora alla formula «libera Chiesa in libero Stato», debba essere ferma e puntuale. Dobbiamo dire, con chiarezza, che alle elezioni regionali non voteremo i candidati che intendano propagandare l'astensionismo come mezzo per vincere la sfida referendaria. Certamente saranno da preferire i candidati favorevoli all'abrogazione, senza tuttavia nessun ostracismo verso i candidati favorevoli all'attuale legge.
Adriano SampellegriniBressana Bottarone

Pavia, grazie al sole
che ha sciolto la neve

Due parole sulla mininevicata di Pavia e sul piano antineve annunciato dal dott. Bosone. Tutto si è risolto con il sole del giorno dopo. Alle 10.30 la passerella sul naviglio alla conca di viale Bligny era ancora innevatissima. Ho visto automobili in difficoltà e persone cadere sui marciapiedi ghiacciati.
Giampiero MontiniPavia