Patto di stabilità, accordo entro marzo
MILANO. Congelate le multe a Francia e Germania, proseguono le procedure contro la Grecia mentre si è entrati nel vivo della discussione sulla riforma del patto di stabilità. L'Ecofin di ieri a Bruxelles è stato interlocutorio e comunque sufficiente a lasciare aperto il confronto.
Soddisfatto il ministro Siniscalco: «Ritengo che vi siano probabilità ottime di arrivare a un accordo entro il Consiglio europeo di marzo sul Patto di stabilità», ha commentato il responsabile dell'Economia.
Un ottimismo condiviso dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, e dal presidente di turno dell'Ue, Jean Claude Juncker, per il quale il Patto di stabilità «potrebbe essere oggetto di una conclusione tempestiva».
Almunia ha anche confermato che vedrà Siniscalco in un incontro bilaterale, probabilmente indispensabile per sciogliere i nodi sul debito. Le posizioni sono ancora distanti, anche se sembra definitivamente accantonata l'ipotesi di un obbligo nel taglio annuale da parte dei paesi molto distanti dal limite del 60% del pil fissato a Maastricht.
Sul merito, ha spiegato comunque Siniscalco, c'è già un accordo di massima per una via 'mediana", che non sia cioè né di inasprimento né di maggiore flessibilità nell'applicazione del patto di stabilità.
Nel corso di una conferenza stampa, tenuta al termine dell'Ecofin, il ministro ha assicurato infatti che, tra le tre opzioni contenute nel documento sul tavolo dei ministri delle Finanze Ue, la presidenza «ha indicato quella mediana come la più vicina a un compromesso».
La prima posizione prevedeva il mantentimento dello status quo, la seconda una sorveglianza accentuata, la terza l'introduzione di un criterio più operativo, con numeri, Paese per Paese.
Siniscalco ha elogiato il lavoro svolto dalla presidenza lussemburghese della Ue, che ha presentato un documento in dodici punti che ha guidato l'intera discussione. In questo modo «i ministri sono stati condotti alla ricerca di punti comuni che sono moltissimi. Quasi subito sono cadute le posizioni più estreme e ci si è raggruppati intorno a punti di maggiore consenso».
Il responsabile del dicastero dell'Economia ha riferito che è caduta immediatamente l'ipotesi di scorporare singoli capitoli di spesa dal computo del deficit ed ha voluto sottolineare che «nessuno parla di cambiare il Trattato. La lettera del Trattato è fuori discussione».
L'Ecofin ha accolto la proposta della Commissione europea di congelare la procedura per il deficit eccessivo nei confronti di Francia e Germania mentre ha avanzato la procedura per deficit eccessivo nei confronti della Grecia.