«Le marcite rischiano di scomparire»
VIGEVANO. Marcite di Leonardo alla Sforzesca: ieri vertice in municipio con tutti i soggetti coinvolti. All'analisi della situazione, che viene definita «molto delicata», è seguita la stesura di un'agenda di interventi per risistemare l'area. Intanto, per il 27 gennaio (alle 14.30) è stato fissato un sopralluogo congiunto sull'area interessata all'erosione. Chi si sta facendo carico di buona parte dell'intervento, come spiega l'assessore all'Ecologia Ferdinando Merlo, è la Praoil che ha due condotte di benzina e gasolio che passano sotto la zona in cui l'acqua si è mangiata la terra. E il Parco chiede un incontro con la proprietà.
La preoccupazione della Praoil è stata di mettere in sicurezza le tubazioni, che sono state anche controllate. L'incontro di ieri, dice l'assessore Merlo, è stato positivo. Per il Comune c'erano, oltre a Merlo, anche l'assessore ai Lavori pubblici Andrea Sala, l'ingegnere capo Roberto Ferrari Trecate e Roberto Germani, responsabile dell'Ufficio sicurezza; tre i rappresentanti della Praoil: un geologo, un ingegnere e un tecnico; presente l'ingegner Bollini dell'Est Sesia; il geologo Fasani per conto della proprietà dei terreni (il principe Castelbarco); Fracassi e Filoni, del direttivo del Parco del Ticino, più l'architetto Peia (settore tecnico del Parco) e quattro responsabili del settore agricoltura, sempre del consorzio.
Che cosa è successo alle marcite di Leonardo? «Probabilmente - spiega l'assessore Merlo - un'immissione molto forte d'acqua ha causato un'erosione, e non una frana, del terreno molto asciutto che denota una presenza massiccia di sabbia e ghiaia. Bisogna trovare soluzioni di gestione della marcita che possano evitare il ripetersi di queste situazioni, e bisogna intervenire presto perché il timore è che l'erosione possa essere accentuata da eventuali piogge. Il Parco ha una convenzione con la proprietà dei terreni, cui chiede più attenzione: si tratta di una situazione molto delicata da gestire con cura». Anche Fabrizio Fracassi, consigliere del Parco del Ticino, giudica positivo e importante l'incontro di ieri, proprio perché al tavolo c'erano per la prima volta tutti i soggetti. «Ma noi vogliamo anche un incontro con la proprietà dei terreni - sottolinea Fracassi - che riceve sovvenzioni dal Parco, dall'Unione europea e dalla Regione per il mantenimento delle marcite. Qui non si fa il processo a nessuno, ma c'è una destinazione precisa di un bene che deve essere conservato. E, da quanto è emerso, la zona non era in stato ottimale di manutenzione. Noi chiediamo un discorso di collaborazione reciproca, e non di scontro, con tutti gli interessati. E chiaro che se le marcite sono state li per 500 anni, e adesso è successo quel che è successo, ci dovrà pur essere una ragione».