Boldi, prima fiction a 60 anni
ROMA. A 60 anni Massimo Boldi esordisce nella fiction in 'Un Ciclone in famiglia" con cui i fratelli Vanzina portano la commedia all'italiana in tv, in onda da oggi in 4 puntate su Canale 5 il martedi alle 21. Soddisfatto dell'esperienza Cipollino dice «una fiction all'anno la farei volentieri, oltre al film di Natale». Accanto a lui Barbara De Rossi in un'inedito ruolo brillante. Boldi, tra l'altro da domenica 30 gennaio condurrà «Scherzi a parte» con Abatantuono e la Marcuzzi.
Boldi è Lorenzo Fumagalli, «un personaggio un pò alla Tognazzi - come sottolineano i Vanzina - ricco di registri diversi tra il comico, il malinconico e talvolta anche un pò drammatico». Borghese lombardo sposato con la premurosa Tilly (Barbara De Rossi) e padre di tre figlie Lisa (Benedetta Massola), Ludovica (Sarah Calogero) e Lauretta (Carla Mazzoleni), Fumagalli vede il destino della sua famiglia intrecciarsi con quello della romana e chiassosa famiglia di Alberto Dominici (Maurizio Mattioli) e della moglie Simonetta (Monica Scattini, che sta lavorando a un nuovo personaggio di Elisa di Rivombrosa 2) quando la figlia Ludovica resta incinta di Alessio (Edoardo Natoli), uno dei due figli dei Dominici. «Non pensavo - racconta Boldi - di fare serie per la tv, non mi interessava e me lo suggerivano anche i miei colleghi. Poi ho capito che era arrivato il momento e questa è stata l'occasione giusta. Quasi tutti i miei film li ho fatti con Carlo Vanzina e Neri Parenti e chi mi poteva dirigere in questa fiction se non Vanzina? In un primo momento l'idea era di fare una storia di padri e figli in dodici puntate che poi è diventata «Un ciclone in famiglia», una fiction anomala, sono quattro film in un'unica storia anche se tra il cinema e il serial tv c'è molta differenza: in un film una scena dura al massimo tre minuti, in una fiction anche dodici o diciotto. E' una novità per noi e per il pubblico». «Il cinema - ha sottolineato Carlo Vanzina alla presentazione - fa sempre meno commedia e forse la tv la può sostituire. Questo accade perchè tanti attori comici sono diventati registi e molti autori pensano che far ridere sia cinema di serie b. Per fortuna noi non abbiamo avuto questo complesso. Lo snobismo italiano per la commedia non c'è in altre nazioni e anche i nostri critici trattano con sufficienza la commedia salvo ricredersi quando gli attori sono morti e sepolti». «Se i dati d'ascolto andranno bene - gli fa eco il fratello Enrico Vanzina - sarebbe stupendo continuare. La tv bisogna farla pensandoci bene, con grandi attori che appartengono all'immaginario collettivo. E' un modo per riavvicinare il pubblico al ridere italiano». «Era da tempo - dice la De Rossi che poi sarà impegnata nel seguito della «Stagione dei delitti» per la Rai e in teatro in una commedia musicale - che speravo di fare un'esperienza cosi, un ruolo brillante. Con Boldi mi sono divertita. Tilly è premurosa e adora il marito perchè la fa ridere».