Centrodestra, tutti alla trattativa

Sulla Provincia pavese, in cronaca di Pavia, è stato pubblicato un servizio sulle iniziative dei partiti e sulle dichiarazioni, alquanto criptiche, di esponenti politici in vista del voto amministrativo di aprile per il rinnovo del consiglio comunale. In tale servizio si scopre che un autorevole esponente della Lega nulla sa dell'eventuale candidatura di Rondini a sindaco di Pavia e giustamente se ne duole; altro esponente comunica che si farà autorizzare da uno dei massimi esponenti nazionali del partito a rappresentare, da solo, la sua parte politica nelle trattative, sorvolando, magari in modo del tutto involontario, sulla esistenza di un presidente provinciale e di un deputato che però, con la loro assenza, non gli assicurerebbero il peso necessario (si fa per dire) per essere efficace e credibile interlocutore delle altre componenti della Cdl.


L'operazione di Abelli

Nell'articolo si nota infine l'assordante silenzio di Forza Italia e si intuisce l'operare silenzioso, solitario e sotterraneo, senza interlocutori, dell'assessore Abelli che dapprima ha invano tentato di imporre al suo partito come candidato sindaco Poma e poi ha ripiegato su Rondini, ben accetto da quasi tutti anche come risarcimento della mancata candidatura di cinque anni fa. Si scopre infine che la sinistra naviga in alto mare e non sa proprio chi candidare anche perché è difficile reperire un candidato di tale spessore da far dimenticare 10 anni di insufficiente, se non proprio di mala amministrazione del centrosinistra a Pavia.
Con la presente lettera rivolgiamo un appello a tutti perché si scopra e si pratichi un minimo di «amore di schieramento» verso la Cdl e si proceda con pari dignità alla immediata scelta del candidato sindaco e all'approntamento del programma da sottoporre all'esame degli elettori ben prima dell'inizio della bagarre elettorale. Ci permettiamo di ricordare che già mesi fa l'on. Losurdo segnalò in dichiarazioni alla stampa la necessità che si procedesse con largo anticipo agli incombenti di cui sopra e si richiamò all'indispensabile metodo della collegialità della scelta. Tanti si dissero d'accordo, ma nulla è succeso in tal senso.
Tale inerzia è certamente negativa, speriamo non pregiudichi un risultato elettorale alla portata dalla Cdl e che dovrà essere positivo ben al di là dei piccoli interessi personali e di bottega che sono il «male oscuro» della politica odierna. La Cdl possiede ancora la spinta propulsiva necessaria per conseguire risultati vincenti come i sondaggi da qualche tempo ritornano a «certificare». A Pavia c'è assoluta necessità di voltare pagina dopo dieci anni di basso profilo nell'amministrazione della città con un rinnovamento radicale negli uomini e programmi che il centrodestra è in grado di assicurare e che la gente aspetta.
Gestione delle trattative. A oggi, incredibile a dirsi, non vi è stata una sola riunione tra i rappresentanti delle componenti della Cdl. Appare sempre più urgente la necessità di un istituzionale coordinamento tra le componenti della Cdl. Risalta ormai in maniera sempre più chiara che la rappresentanza dei vari partiti nelle trattative all'interno di uno schieramento politico quale la Cdl è priva di una sostanziale efficacia. Oggi si caratterizza per il suo verticismo con poca o nulla trasparenza che mortifica chiunque, sia all'interno dei partiti che all'esterno, nella opinione pubblica che sostiene tali partiti.
E' opportuno che venga urgentemente statuito che la rappresentanza dei partiti di una coalizione in occasione delle trattative relative a una tornata elettorale specie se amministrativa, deve essere il più possibile piena ed espressione di tutta una variegata realtà politica quale un partito in effetti è. Tale piena rappresentanza è necessaria anche, e soprattutto, per garantire la coalizione stessa della efficacia elettorale delle decisioni e delle scelte prese.
Tanto premesso riteniamo che l'autoproposta di qualche appresentante di partito (per di più pluricandidato, vedasi intervista a Nola sulla Provincia pavese del 12 corrente) di essere autorizzato a rappresentare in via esclusiva il partito nelle trattative all'interno di una coalizione è un'espressione superata, non idonea, verticistica e inefficace di un vecchio modo di intendere la politica, che porta inevitabilmente a due risultati estremamente negativi: 1) si evita che un partito faccia valere l'intero suo specifico peso politico nel confronto con le altre componenti; 2) non garantisce appieno la coalizione che le decisioni prese possano poi esplicare la propria piena efficacia. Tanto premesso, ci auguriamo che sia la delegazione di An, sia le delegazioni delle altre componenti della Cdl siano composte il più possibile da personalità espressione di tutto il patrimonio di esperienze, di preparazione, di capacità, di credibilità della realtà organizzativa che si va a rappresentare.


Ci sia anche Losurdo

Si chiede quindi, per quanto riguarda An, che la delegazione per le trattative sia composta anche dall'on. Stefano Losurdo e dal presidente provinciale Crovace. Solo cosi le decisioni avranno un contenuto molto più serio, autorevole e i risultati non potrebbero che essere migliori.
Marco Podinipresidente del Circolo territoriale di An di Pavia Marco Galandracapogruppo di An in consiglio comunale Angelo Trivignopresidente provinciale di Azione Giovani Alessandro Manzopresidente provinciale di Azione Universitaria Mirella D'Amariosegretario provinciale Ugl