Falso medico: si indaga sul suo passato


PAVIA. L'inchiesta penale è appena gli inizi: probabilmente Giuseppe Di Martino, il falso cardiologo del San Matteo, non ha ancora ricevuto nessuna comunicazione dalla Procura di Pavia (che giovedi scorso ha ricevuto l'esposto dal commissario Azzaretti). Intanto si indaga sul suo passato, per capire come abbia potuto per 15 anni lavorare al Policlinico pur essendo sprovvisto di laurea.
Di Martino (che oggi ha 45 anni) è originario di Aquilonia, un paese della provincia di Avellino. I conoscenti lo descrivono come «un tipo appartato». «E' sempre stato un ragazzo molto serio. Ma è anche un personaggio schivo, con pochi amici: difficilmente lo si vedeva in giro. Non capitava mai di sentirlo discutere in pubblico di calcio, politica o di altri argomenti».
Dopo aver completato le medie superiori, Di Martino si è trasferito a Pavia per iscriversi alla facoltà di Medicina. «Tornava a casa per la vacanze di Natale e quelle estive, come tutti gli altri studenti universitari». Ad Aquilonia aveva fatto sapere di essersi laureato a Pavia: «Ma ad Aquilonia - racconta un suo compaesano - non ha organizzato nessuna festa». Al San Matteo invece si era presentato con un vassoio di dolci del suo paese, per «celebrare» la laurea ottenuta all'Università di Napoli. Due versioni contrapposte che sono emerse solo adesso. Resta il mistero su chi abbia aiutato Di Martino ad inserirsi nella Cardiologia del Policlinico all'inizio degli anni Novanta. Azzaretti (nell'intervento pubblicato domenica scorsa sulla «Provincia pavese») tende a privilegiare l'ipotesi della «superficialità», escludendo che in questa vicenda possano invece ravvisarsi delle «complicità».
E' uno degli aspetti che dovranno essere chiariti dall'inchiesta della Procura. Intanto in ospedale la vicenda del falso cardiologo continua a tenere banco. Ieri è addirittura circolata voce che Di Martino abbia effettuato in provincia anche delle visite di idoneità sportiva a giovani atleti (nei mesi scorsi avrebbe festeggiato la specializzazione in Medicina dello Sport, come ha riferito Azzaretti nei telegiornali di sabato). Ma per il momento la notizia non trova nessuna conferma ufficiale. «Il nome di questa persona non ci risulta nè come singolo professionista e neppure all'interno di una struttura accreditata», sottolinea Stefano Delmissier, direttore generale dell'Asl. «Se veniamo interpellati dalle società sportive, procuriamo i certificati di idoneità a minori e disabili. Lo possiamo fare direttamente con i nostri medici: oppure attraverso professionisti autorizzati, che facciano parte di strutture che si accreditano al Servizio sanitario nazionale». La vicenda del falso medico ha stupito anche i conoscenti pavesi di Giuseppe Di Martino. I pazienti che, in questi anni, sono stati curati da lui lo giudicano «una persona molto preparata e dotata di grande umanità».
Sono stati tutti colpiti dalla sua denuncia alla Procura della Repubblica di Pavia: «Non sappiano che dire - è il giudizio unanime -: sembrava un serio professionista, molto attento al dolore dei malati».

Sandro Repossi