Il liceo Cairoli ricorda Olivelli
VIGEVANO.Nell'ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della morte di Teresio Olivelli, si è tenuta ieri nell'aula magna del liceo Cairoli una conferenza dedicata al grande personaggio lomellino. Sono intervenuti il vescovo Claudio Baggini, l'avvocato Franco Colli, don Mario Tarantola e don Cesare Silva. Presente anche una delegazione di alpini, corpo del quale Teresio Olivelli fu ufficiale. Le relazioni sono state introdotte dal preside Giuseppe Branca, che ha ricordato come Olivelli sia stato alunno del Cairoli per i tre anni di liceo, e ha mostrato anche il registro che riporta i suoi voti fino all'esame di maturità. «Tutti voti altissimi - ha fatto notare Branca - tranne, curiosamente, gli otto in condotta, che dimostrano la particolare vivacità di carattere di Teresio». Il vescovo ha poi invitato i ragazzi a riflettere sul fondamentale momento di formazione rappresentato dalla scuola.
E' stata quindi la volta dell'avvocato Franco Colli, membro della Commissione storica incaricata di raccogliere testimonianze e documenti riguardanti la vita di Olivelli ai fini del processo per la sua beatificazione. Colli ha ripercorso la storia della vita di Olivelli: la nascita a Bellagio, il 7 gennaio 1916, da genitori lomellini; gli anni di liceo a Vigevano e poi di Università a Pavia alla facoltà di Giurisprudenza e come alunno del collegio Ghislieri, in cui già Teresio dimostrò la sua profonda fede cristiana e il suo impegno umano nell'Azione cattolica e nelle attività di gruppi universitari cristiani; la partecipazione alla campagna di Russia caratterizzata, ancora, da atti di carità ed eroismo; il rifiuto, all'indomani dell'8 settembre, di deporre le armi, la prima deportazione in Germania e la fuga; l'attività in gruppi partigiani di ispirazione cattolica; e, infine, la deportazione definitiva nei lager prima di Flossenburg e, poi, di Hersbruck, dove si prodigò sempre in difesa dei più deboli, trovando la morte il 17 gennaio 1945. Don Mario Tarantola, giudice del tribunale che si occupa della causa di beatificazione di Olivelli, ha invece trattato della sua figura umana e cristiana. «Teresio era un uomo vero con le sue passioni e i suoi scatti» ha sottolineato il sacerdote che ne ha poi ricordato i 'tre grandi amori": Cristo, la Madonna e l'uomo. Infine, don Cesare Silva, ex alunno del Cairoli, ha ricordato, del giovane Olivelli, gli anni di liceo, momento di formazione cristiana, umana e intellettuale.
Virginia Fabrizi