IL GOVERNO DEI CONDONI SI SCOPRE CENTRALISTA
Un governo che si proclama 'federalista" nega ad una Regione a statuto speciale il diritto ad una legge di tutela, illuminata e civile, delle sue coste. Un governo che, col ministro Urbani, pone, a parole, al primo posto la tutela del patrimonio storico-artistico-paesaggistico, impugna una legge regionale che tutela davvero le coste per 2 Km dalla battigia. Il governo opera una prevaricazione di tipo centralista, e rimane il governo dei condoni, edilizio e paesistico, per il quale sono 'buone" le Regioni che si allineano alle sanatorie dell'illegalità, 'cattive" le altre che cercano di arginare il cemento. Come fa la Sardegna del presidente Soru. Fra gli abusivi extra-lusso dell'isola c'è, in prima persona, il presidente Berlusconi con la Villa La Certosa e con lavori coperti da segreto di Stato per 'ragioni di sicurezza".
L'impugnazione della legge regionale sarda da parte dell'esecutivo è un fatto grave. Pienamente coerente con la linea tenuta dal governo Berlusconi che poche settimane fa ha impugnato davanti alla Consulta le leggi con cui alcune Regioni (comprese Liguria e Lombardia, di centrodestra) avevano applicato il condono edilizio deciso da Roma, ponendo limiti e paletti. La Corte aveva accordato al governo di varare un nuovo condono edilizio nelle sole linee generali, e lasciato invece la sua attuazione alle Regioni. Quelle che hanno esercitato questo loro diritto, ponendo limiti alla sanatoria, sono state portate dall'esecutivo romano davanti alla Consulta. Quelle, come il Lazio o la Sicilia, che si sono uniformate sono state lasciate comode di comportarsi come peggio credevano. Contro l'art. 9 della Costituzione, le sentenze della Consulta (il paesaggio 'bene primario"), gli appelli lanciati da Ciampi.
Renato Soru ha poi avuto il torto di aver vinto le elezioni innalzando la bandiera della tutela del patrimonio paesaggistico contro speculazioni e saccheggi. Ha avuto anche il torto di spezzare una cattiva tradizione di acquiescenza al cemento, sedimentata dalle Regioni fin dagli anni '70 quando non fecero alcun uso della delega ambientale e paesistica. Per questo, nel 1985, il Parlamento riprese in mano la situazione votando quasi alla unanimità la illuminata legge Galasso la quale prescriveva alle Regioni di adottare entro un anno dettagliati piani paesistici.
Ben poche rispettarono la scadenza. Altre seguirono in ordine sparso. Altre ancora non fecero nulla. Oggi il governo di centrodestra si comporta in modo diametralmente opposto: col Codice Urbani indebolisce i poteri in materia delle Soprintendenze e svuota la legge Galasso, e oggi boccia la legge salvacoste della Sardegna. Ulteriore avallo agli abusi che già sfigurano il Bel Paese. Mentre le coste sarde sono ancora per il 73 per cento libere da insediamenti, lungo i 1240 Km del litorale adriatico appena il 9 per cento presenta tuttora cordoni di dune alle spalle degli arenili. Alcune regioni hanno creato una barriera ininterrotta di asfalto e cemento.
Ma quale interesse ha la Sardegna ad omologarsi al modello-Rimini? Nessuno. Ha interesse ad un turismo qualificato, consapevole, naturalistico, rispettoso della bellezza intatta dei luoghi. In questa Italia pare che sia vietato. Da Roma, dal governo delle 'devoluzioni": di quali poteri se nei fatti nega quelli che sono già delle Regioni?