Com'è seducente quel "Sogno" sulle punte
MILANO.Fonte inesauribile di ispirazione, 'Sogno di una notte di mezza estate" è uno dei pilastri del teatro di fantasia, che brilla per i suoi incontri con la favola, la storia, il mito. Il testo è stata riletta in forma coreografica anche da George Balanchine che ha navigato con sicurezza, inventiva di scrittura, tocco lieve e sapiente in quel mondo fantastico, immettendo di continuo il pubblico nei sogni vaporosi della commedia e della danza, che qui è sovrana. Condensato nel primo atto il plot shakespeariano, l'autore ha interamente riservato il secondo alle nozze di Ippolita e Teseo, sostituendo la recita degli artigiani con un lungo, astratto 'divertissement", pensato secondo le auree regole del balletto ottocentesco, a rivelare lo sconfinato amore che Balanchine nutriva per la tradizione imperiale russa sviluppata sulle idee di Petipa: bravure e delicatezze, parate di tecnica brillante, giochi virtuosistici, trionfo della classicità più travolgente. Ed è sorprendente come la trascinante complessità del 'Sogno" scorra fluida e leggera sull'omonima, stregante partitura di Mendelssohn e su altre pagine dello stesso compositore riunite in collage, accuratamente diretto da Paul Chonnelly, visivamente incorniciata dall'ambiente onirico e magico della foresta verde-azzurra attraversata dai raggi blu-argentei della luna disegnato, assieme ai vaporosi costumi, da Luisa Spinatelli. Una prova d'artista rilucente di smalto, un esempio di stile nell'intessere una vasta tela ricamata dai passi e dalle evoluzioni dei ballerini. Perfetta, come sempre, Alessandra Ferri (Titania) ha grazia lieve e modi sensuale, un abbandonarsi soave e aereo nel trasvolare nelle braccia di José Manuel Carreño (Oberon), ammirevole per scatto, sicurezza ed impennate di forte impatto spettacolare, mentre Gilda Gelati (Dama) è delicata, incantevole, elegante in quelle di Massimo Murru (Cavaliere), smagliante e morbido. Da ricordare anche Riccardo Massimi (Puck), sottile, malizioso, di fulminante vigore, Isabel Seabra (Ippolita), regale, autorevole, rigorosa, gli altri solisti scaligeri che danzano al meglio e il corpo di ballo che ben figura per la precisione con cui interpreta l'articolazione balanchiniana. (f. cor.)
Repliche oggi e il 14, 16, 20, 21, 22, 23 al Teatro degli Arcimboldi di Milano.