Radio 101: bloccata la vendita

MILANO. Lo scandalo dei fallimenti (la vicenda relativa alle sottrazioni compiute dalla commercialista Carmen Gocini dalle procedure fallimentari di cui era curatrice e che coinvolge per riciclaggio i fratelli Angelino e Caterino Borra) sembra una vicenda senza fine. Dopo il processo già conclusosi davanti al Gup Nicola Clivio con condanna da 3 ad 8 anni di reclusione e mentre un altro procedimento è pendente a Pavia nei confronti dei due imprenditori accusati di detenzione di armi e munizioni, sul fronte delle indagini è stata fissata un'altra data: quella del 21 febbraio.
Quel giorno davanti al giudice delle indagini preliminari Claudio Castelli si svolgerà un incidente probatorio nato dalla necessità di valutare la legittimità delle operazioni di vendita dei beni sequestrati in forma preventiva ai 2 fratelli pavesi. In particolare si discuterà di «Radio One o One» (l'ex radio Milano international), l'emittente che sarebbe stata messa sul mercato e il cui acquisto dovrebbe essere presto formalizzato dal gruppo Mondadori. Gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Massimo Teti, che assistono i fratelli Borra, sostengono che al momento non si dovrebbe procedere alle vendite di beni che sono stati oggetto di sequestro preventivo. «La legge - dicono i due legali - fa riferimento a beni deperibili e per quanto riguarda l'emittente in questione questo pericolo non c'è». All'appuntamento del 21 febbraio sono interessate anche le 40 procedure fallimentari in qualche modo toccate dal comportamento della dottoressa Gocini e di riflesso anche dei fratelli Borra accusati di avere ricevuto buona parte del denaro sottratto dalla commercialista. Dal canto loro invece i pubblici ministeri Giulia Perrotti e Margherita Taddei si apprestano a chiudere un'altra tranche dell'inchiesta che vede gli stessi imputati accusati di fatti analoghi a quelli per i quali sono già stati condannati e relativi ad altri fallimenti.
Annibale Carenzo