«Magari è la volta che smetto»

VOGHERA. Popolo 'triste", quello dei fumatori, perché colpevolizzato da una società che si dice salutista. E cosi il divieto, in vigore da domani in tutti i locali pubblici, diventa l'occasione per una serie di buoni propositi. A partire da quelli del vice sindaco Gigi Fronti, che si autodefinisce un fumatore incallito. Guai, però, a chiedergli il numero di bionde accese in un giorno: «Eh no, non lo dico, altrimenti i miei concittadini mi danno del pirla», sbotta lui. E annuncia: «Magari questa è la volta buona che smetto di fumare». «Spero che ce la faccia, ma ho dei dubbi», dice il sindaco Torriani, che aggiunge: «Sa, il fumo fa parte del suo personaggio, non vorrei che dopo diventasse troppo nervoso». C'è chi vuole smettere e chi, invece, vuole fumare di più.
E' il caso dello showman Lele Baiardi, che dice: «Non ho nessuna intenzione di smettere, anzi aumenterò il numero di sigarette fumate». Cosa non facile se si considera che Baiardi fuma una media di due pacchetti e mezzo di sigarette al giorno. «Ne fumerò tre, quattro, tutti quelli che i miei polmoni riescono a reggere. Quanto al divieto, è giusto, si deve fare come in America dove chi fuma, lo fa fuori dai locali. Io tornerò a fumare in bagno come ai tempi del liceo». Gigi Frontiè un fumatore accanito è anche un poco pentito a differenza di Baiardi che si dice 'orgoglioso" del vizio: «Nella mia vita ho fumato un bastimento di Marlboro - aggiunge il vice sindaco - sarebbe ora che smettessi. Non sono tanto i rischi per la salute a spaventarmi, ma la schiavitù, il non riuscire a vivere senza le sigarette. Per questa ragione i nuovi divieti, giusti peraltro, sono un invito a darci un taglio, a chiudere con il fumo. Però ci vuole equilibrio: sono, infatti, contrario ad ogni forma di ghettizzazione, che è contraria alla democrazia». I divieti, comunque, sono giusti, opportuni: «Perché è sgradevole imporre il fumo a chi non fuma», conclude Fronti, che fuma da quattro decenni. Un altro fumatore, il presidente dell'Ascom, Umberto Baggini: «Aspetto lunedi per smettere di fumare - dice scherzosamente -. Proverò a smettere per l'ennesima volta. D'altronde quando si spegne una sigaretta quella è sempre l'ultima». Un altro fumatore con più di un senso di colpa, che vorrebbe piantarla li, ovvero l'assessore comunale al tempo libero Walter Bazzini: «La norma è molto rigida, in stile americano. Noi fumatori rischiano di finire in una specie di riserva indiana. Sono contrario ai proibizionismi esasperati, però sono anche consapevole dei danni causati dal fumo. Io sto cercando di smettere: sono passato da un pacchetto a otto sigarette al giorno. Diminuisco di una sigarette al mese. I fumatori si dividono in rituali e metabolici. Io penso di appartenere alla prima categoria». E il suo collega in giunta Gigi Fronti? «Metabolico, non ho dubbi», risponde il medico prestato alla politica. Da un fumatore a un non fumatore, l'assessore comunale al bilancio Daniele Salerno: «Mai avuto interesse per le sigarette - esordisce -. Il divieto anti-fumo è giusto anche se tardivo: siamo gli ultimi ad attuarlo. Peccato però che in tanti luoghi pubblici non sia rispettato». La politica e le sigarette dividono Salerno e Sergio Vitellini, che ammette: «Fumo tanto, un pacchetto al giorno. E dire che ho smesso per venticinque anni poi ho ripreso». La legge firmata da Sirchia piace a Vitellini: «E' giusta, non si deve fumare nei locali pubblici. Nel nostro circolo Gabetta i fumatori escono». Dunque la messa al bando delle sigarette nei locali pubblici mette tutti d'accordo. La preside del liceo Galilei, Anna Corbi, è decisamente favorevole al divieto: «Ho smesso da parecchio, venticinque anni fa per la precisione, e come tutti gli ex fumatori sono un po' intollerante. Detto questo, i fumatori non vanno perseguitati». Fuma, invece, il sindaco di Broni Elisabetta Troysi: «Sono una fumatrice, non accanita, ma una fumatrice si. La normativa? Va bene, la salute va tutelata sempre e comunque. Smettere però è difficile: io ci sono già riuscita, peccato però che abbia ricominciato». Quando? «Nel 1993. Nella giunta Ercole tutti fumavano e cosi mi sono rimessa anch'io a fumare. Come farò adesso? Non credo che ci saranno problemi: anche il ristorante se uno proprio ha voglia di accendersi una sigaretta può sempre uscire». Non fuma, invece, il sindaco di Voghera Aurelio Torriani: «Da giovane fumavo, ho smesso molto tempo fa. Sono favorevole ai nuovi divieti, che vengono introdotti in ritardo rispetto ad altri Paesi europei. Bisognerebbe, però, trovare il modo di aiutare ristoratori e baristi: perché il costo degli spazi per fumatori è proibitivo». Una fumatore 'moderato" è il parroco di Oriolo, Don Mario Balladore: «Ho sempre fumato, ma stando sempre attento ai diritti dei non fumatori».