Sugli schermi arriva la pasticciona Bridget
PAVIA. Single bruttina e insicura, goffa ed in soprappeso, la trentenne Bridget Jones dopo aver coronato il sogno impossibile di fidanzarsi con il noioso avvocato Colin Firth, ricade nelle consuete paranoie, dettate stavolta dal terrore di perderlo, visto che a corteggiarla c'è ancora il playboy Hugh Grant con i suoi tentativi di seduzione. Sempre ispirato ai libri di Helen Fielding, 'Che pasticcio, Bridget Jones!" di Beeban Kidron non ha lo smalto e l'ironia del primo. In scenari londinesi ed esotici, Renée Zellweger è brava e spiritosa, gli uomini si danno da fare e qualcuno si può divertire.
Questa settimana è arrivato sugli scherme pavesi anche 'Fuga dal Natale" di Joe Roth, commedia tratta dal best-seller di John Grisham, dove i coniugi Jamie Lee Curtis e Tim Allen decidono di boicottare il Natale super-consumistico e di regime imposto ogni anno dal vicinato partendo in crociera, scandalizzando la comunità tradizionalista dei vicini: niente biglietti d'auguri, quindi, niente abete decorato, né prosciutto ripieno, né canti, né omini di ghiaccio sul tetto... Imprevisto: la figlia pacifista volontaria in Sud America comunica che tornerà per passare le feste con loro. Morale: tutto da rifare, in una casa in cui non è pronto niente. Ci penseranno allora quelli del quartiere. Con una gara di solidarietà caldissima. Tra satira che trasforma in farsa i riti del Natale americano e climi alla Frank Capra buonisti e gioiosi, con contorno di 'Jingle Bells" e 'O Tannenbaum". Infine, si può vedere 'The grudge" di Takashi Shimizu, remake americano del celebrato 'Ju-on" dello stesso regista giapponese, storia di fantasmi malvagi e vendicativi, che in realtà è un collage di storie, o di cortometraggi, narrate senza logica temporale, in un andare e venire di passato e presente, mantenendo inalterato il plot di partenza con tutte le sue falle da incongruenza: una violenza familiare tenuta nascosta, una casa di Tokyo apparentemente accogliente funestata da una da una maledizione che minaccia la vita di chiunque vada ad abitarci. L'assistente sociale americana Sarah Michelle Gellar, accettato ingenuamente di rimpiazzare un´infermiera che non si è presentata al lavoro, ne verrà ben presto a conoscenza... Nel passaggio da Oriente a Occidente va perso un po' di senso di malessere e di inquietudine, le apparizioni sono meno terrorizzanti e più che la paura, impera la noia. (f. cor.)