Mancini, l'amante del difficile
APPIANO GENTILE.Roberto Mancini ama le imprese impossibili, quelle che ti fanno entrare nella storia. «Questa è una grande sfida: vincere dove è tanti anni che non si vince. Alla Juventus e al Milan vincono tutti e da parecchio tempo, andare li non sarebbe la stessa cosa - spiega l'allenatore dell'Inter - Dopo 4 o 5 anni di vittorie in nerazzurro potrei andare all'estero. In un futuro, in Italia, potrebbe forse esserci solo la Samp». Una grande sfida è fatta di piccoli passi. Oggi ad esempio la sua Inter cerca la terza vittoria consecutiva affrontando a San Siro proprio la Sampdoria. «I blucerchiati sono quadrati e incontrarli è sempre un piacere perchè riavvolgo il nastro del tempo e torno a momenti molto belli. Quando arrivai alla Samp ero molto giovane e ogni volta che sbagliavo Paolo Mantovani mi rimproverava come fossi un figlio. Massimo Moratti me lo ricorda». Il presente di Mancini, però, ora si chiama Inter. Contro la squadra di Novellino oggi non avrà a disposizione Veron, Davids, Mihajlovic, Van der Meyde e Cruz. Il fantasista argentino ha ormai quasi del tutto recuperato dal problema muscolare che lo affliggeva ma il tecnico preferisce aspettare il match di Coppa Italia contro il Bologna per farlo rientrare: «Veron sta bene, ha svolto tutto l'allenamento con il gruppo e anche la partitella, credo che lo farò rientrare contro il Bologna». Davids, invece, soffre ancora di pubalgia, mentre Mihajlovic è alle prese con un problema muscolare e tendineo. Al posto dello squalificato Van der Meyde, invece, il tecnico nerazzurro schiererà forse sulla destra uno tra Zè Maria e Karagounis, preferendo lasciare Stankovic sulla sinistra. La difesa dovrebbe invece essere composta da J. Zanetti, Cordoba, Materazzi e Favalli, mentre in attacco è più che probabile che si riveda la coppia Adriano-Vieri. A proposito del brasiliano e della sua opaca prestazione di giovedi Mancini non appare preoccupato: «Adriano è giovane - spiega il tecnico - non possiamo pretendere che faccia sempre la differenza, alla sua età io giocavo partite peggiori. Adriano ci ha abituati cosi bene che a volte dimentichiamo che anche lui può sbagliare qualcosa». Quanto a Vieri, ultimamente tornato in ottima forma, Mancini è convinto che possa dare ancora di più: «Vieri in questi mesi è cresciuto molto ma sono convinto che da un giocatore come lui si possa vedere ancora di meglio».