L'ultimo applauso al clown "Bertino"
PARONA.«Nonno, eri vivace come un bambino, e buono come il pane. La gente ti voleva bene». Doveva leggere la nipotina Mandy, alla fine della messa funebre. Ma la ragazzina di 12 anni, con la treccia spessa e il profilo delicato, non ce l'ha fatta nemmeno a cominciare il messaggio d'addio a Umberto Caveagna: il clown Bertino, morto a 72 anni dopo una vita spesa a far ridere i più piccoli, e non solo.
Ieri mattina nella parrocchiale, è stato allora un figlio di Bertino, Ronnj, a leggere la lettera della nipotina al nonno che adorava. Poi la bara coperta di gerbere di colori vivaci, come i costumi dei circensi, è uscita dalla chiesa dove era entrata al suono di una banda. L'aveva chiesto lui prima di morire: la colonna sonora all' ultima apparizione in pubblico. La chiesa era quasi piena, con la gente del circo in borghese, e nel primo banco la famiglia del clown Bertino. La signora Rosa, la moglie che prima di conoscerlo faceva l'impiegata a Paullo, e poi ha vissuto con lui in roulotte per 42 anni. Solo da due erano diventati dei 'fermi", e stavano in appartamento a Parona. Da molto tempo, comunque, i coniugi Caveagna facevano base in Lomellina. Dove il clowm Bertino, stroncato da una lunga malattia, ha lavorato tanto nelle feste di piazza e con spettacoli nelle scuole. Rosa e Umberto hanno avuto quattro figli: oltre a Ronnj, che non ha scelto la vita dello chapiteau, c'è Catia, la maggiore, vedova di un domatore di elefanti ucciso da un pachiderma durante uno spettacolo, giocoliera in gioventù. Ora anche lei ha una vita e un lavoro stanziale. E poi le altre due figlie Susj e Tatiana, che invece lavorano nei circhi.
Ieri in chiesa, i figli hanno fatto quadrato intorno alla signora Rosa, che per tutta la messa è rimasta abbandonata sulla spalla della figlia maggiore. (a.m.)