«Mi hanno rapinato», ma era tutto falso
ROBBIO.Aggredito, sequestrato e legato da due rapinatori che poi l'avevano abbandonato a piedi scalzi sul ciglio della strada. J. F., 24 anni, imbianchino di origine brasiliana residente a Novara, aveva raccontato la sua brutta avventura ai carabinieri di Robbio, dove all'una di notte del 30 dicembre aveva denunciato la rapina. Ma i militari non hanno impiegato molto ad accertare che si era inventato tutto. Il giovane ha ammesso di aver lavorato di fantasia ed è stato denunciato per simulazione di reato dai carabinieri del reparto operativo di Novara.
J. F., regolarmente immigrato in Italia, ha fatto partire la sua fantasiosa ricostruzione dal pomeriggio del 30 dicembre. Ha dichiarato di essere stato avvicinato da due cittadini, dall'aspetto nordafricani, all'uscita da una banca in corso Vercelli, a Novara. I due, armati di pistola, lo avevano costretto a salire sulla sua auto, una Opel Astra e lo avevano derubato del portafogli contenente circa 1.500 euro in contanti. L'auto ha raggiunto la strada tra Confienza e Granozzo. Qui il giovane brasiliano, sempre secondo il suo racconto, era stato legato mani e piedi e 'incappucciato" con un sacchetto di plastica. Verso le 22 i banditi lo avevano liberato, ma gli avevano tolto le scarpe per ritardare la sua marcia. A piedi era arrivato fino a Confienza e da qui aveva chiamato i carabinieri di Robbio raccontando della rapina. La sua Opel Astra è stata trovata bruciata sulla strada tra Confienza e Vespolate. Ma la versione del giovane faceva acqua. Innanzitutto, nonostante l'aggressione, non aveva segni di violenza e i carabinieri, dopo aver svolto accertamenti, lo hanno incalzato con domande che, alla fine, lo hanno convinto ad ammettere la simulazione. Si era inventato tutto, anche se non ha spiegato il perchè. (l.g.)