Bezzi, sul palco da 20 anni
PAVIA. Ha mosso i primi passi recitando in una compagnia dialettale a tredici anni nella sua ed oggi per lui ci sono teatro, cinema e Tv. Fabio Bezzi, 36enne pavese, ha appena terminato le riprese del film «Beauty Queen Olivia» e sta iniziando a lavorare ad un musical, che lo vedrà sul palco con Antonella Lualdi. Ma sul piatto c'è molto di più: un contatto con Mediaset per un progetto che dovrebbe partire a gennaio e lo riporterebbe sul piccolo schermo, dopo la partecipazione alla fiction «La dottoressa Gio"."Non c'è ancora niente di certo - dice Fabio - ma potrei ritornare in Tv, dopo l'esperienza nella serie Rai".
Nella fiction interpretava la parte di un giovane ubriacone che divideva la vita tra discoteche, incidenti e risse. 'Una parte ben diversa - dice Fabio - dall'ultima che ho recitato, quella di un brillante avvocato. Sono un attore versatile. Ritengo però che la miglior qualità di un attore sia la determinazione". La stessa che l'accompagna da quando ancora piccolino vide Marcello Mastroianni e Romy Schneider girare un film nella sua Pavia. 'Conobbi Mastroianni e ne rimasi affascinato - ricorda - mi fece anche l'autografo. Assieme a Marlon Brando era un mio mito. Fu li che decisi di fare l'attore". A tredici anni il piccolo Fabio Bezzi sale cosi per la prima volta sul palco. Interpreta il bambino in una commedia dialettale. Dopo poco tempo abbandona Pavia e si trova a lavorare alla scuola del Piccolo di Milano, che lui peraltro non ha frequentato. Il salto è ormai compiuto, si trasferisce a Roma 'se vuoi fare questo lavoro devi per forza andare nella capitale. E' li che vive il cinema". Arrivano le scritture a teatro, le parti per il cinema, che lui affronta ancora come un attore 'vecchio stile" di quelli che non hanno alle spalle nessuna scuola. L'istinto e la sensibilità sono le armi di Fabio quando sale sul palcoscenico, che molto gli ha dato finora, ma dal quale vuole ancora soddisfazioni. 'Mi piacerebbe recitare - dice: in «Morte di un commesso viaggiatore». E' un testo che interpreterei volentieri". La permanenza a Roma oggi tiene Fabio lontano dalla sua amata Pavia: «E' una città che mi manca. Purtroppo mi capita sempre meno di ritornarci. Vorrei tornare ad alzarmi alla mattina presto con la nebbia e camminare per il centro. E' la sensazione più bella che ricordo di Pavia".