Per il 53 vende la casa

VIAREGGIO. Per la Smorfia napoletana, il più celebre 'dizionario dei numeri" consultato dai giocatori del lotto, il 53 fa « 'o viecchio», il vecchio. Per il piccolo imprenditore di Massarosa che ha dovuto vendersi la villetta da 220 mila euro per debiti, il 53 fa «jella».
Malato di gioco, l'uomo - che per 170 estrazioni del Lotto ha puntato sul 'maledetto 53" in ritardo sulla ruota di Venezia - si è quasi rovinato. E per togliersi la paura (che fa 90), ha deciso di vendere casa. E' una storia di ordinaria malattia per il gioco e di straordinario ritardo di un numero che manca, sulla ruota di Venezia, dal 10 maggio 2003. Oltre 171 estrazioni, che ha fatto lievitare in maniera esponenziale il montepremi. Una cifra astronomica, che nei mesi ha convinto il piccolo imprenditore a tentare la sorte. Ma quello del gioco è come una mola che stritola tutto ciò che incontra. Cosi, il piccolo imprenditore ha giocato aumentando sempre più la posta, facendo debiti con gli amici prima e con la banca poi (chiedendo e ottenendo un fido), sperando che la volta dopo fosse quella buona. Fino al giorno in cui il direttore della banca ha telefonato: il rosso era tale che era necessario rientrare. Ma la liquidità del piccolo imprenditore, immolata sull'altare del 53, era praticamente inesistente. Cosi l'imprenditore ha deciso di vendere casa. Prezzo: 220 mila euro. «Il gioco d'azzardo è e resta una malattia sociale tra le più diffuse - spiega Mauro Croce, docente di psicologia sociale a Lugano -, che si nutre di paradossi e perversioni. Il giocatore che gioca sul numero ritardatario raddoppiando sempre la posta non vuole tirarsi fuori perchè ha la percezione che aumentino le probabilità di vincita».