Firenze, bimbo di due mesi morto nel campo nomadi

FIRENZE.Un bambino di due mesi, figlio di genitori ancora minorenni, è morto in un campo rom di Firenze. Forse per assideramento, è stata la prima valutazione del medico arrivato con un'ambulanza del 118. Una valutazione che comunque non convince appieno, visto che le case del campo - dei moderni prefabbricati in legno uguali a quelli installati ai terremotati di Col Fiorito che il Comune ha allestito nello scorso luglio per una cinquantina di famiglie rom - hanno un impianto di riscaldamento elettrico e che nella casa dove si è verificata la tragedia col bambino e i genitori vivono altri cinque familiari. Sarà l'autopsia a stabilire le cause esatte della morte del piccolo, mentre la squadra mobile ha sentito i genitori del neonato e sta indagando per ricostruire tutti i contorni della vicenda.
L'allarme al 118 è stato dato dal padre del piccolo che si è accorto che il bambino non respirava più e aveva un rivolo di sangue sulla bocca. Un particolare che, secondo il medico che ha prestato i soccorsi, sarebbe uno dei tratti del quadro della morte per ipotermia. Agli uomini della squadra mobile la giovanissima madre ha raccontato che nulla faceva presagire la morte del piccolo. Lo aveva cambiato l'ultima volta verso le 21,30 - ha raccontato - e poi intorno alle 2 gli aveva dato l'ultima poppata. Quando lo ha rimesso a dormire il bambino non aveva niente di strano. E poi, secondo i genitori in casa non c'era freddo, o almeno non tale da far pensare che il piccolo potesse soffrirne. Per la morte del piccolo non si esclude comunque anche l'ipotesi di cause naturali, compresa quella della Sids, la sindrome della morte improvvisa che colpisce i neonati nei primi sei mesi di vita.