Da Veltri un altro appello al centrosinistra

PAVIA. Elio Veltri e «Il Cantiere per Pavia» rivolgono un nuovo appello al centrosinistra. Appello che, salvo sorprese, dovrebbe cadere nel vuoto. Un po' perché - come è stato rilevato da quasi tutti gli esponenti della Grande Alleanza Democratica (Gad) pavese - il ritorno di Veltri alla politica locale è stato segnato da un durissimo attacco all'amministrazione Albergati e al lavoro svolto in questi ultimi anni; un po' per il contenuto delle eventuali richieste programmatiche de «Il Cantiere». La polemica più feroce, infatti, riguarda l'impostazione del Piano regolatore, in particolare sugli aspetti della perequazione e della parziale edificabilità ai margini del Parco della Vernavola Sud. Ecco, comunque, la nota inviata dall'ex-sindaco Elio Veltri con il relativo appello al centrosinistra.
«Cari amici,
i partiti di centro sinistra a Pavia hanno deciso di discutere con tutti tranne che con «Il Cantiere per Pavia». Scelta legittima, ma ammetterete, perlomeno incomprensibile ai cittadini che hanno intenzione di votare per la coalizione di centro sinistra. Perché la vostra decisione possa essere compresa da tutti, avendo ancora un po' di tempo prima che parta la campagna elettorale, e quindi essendo il clima più favorevole al confronto, riassumo le posizioni che il Cantiere ha più volte manifestato pubblicamente, come Associazione e con interventi di singoli, molto qualificati.
Abbiamo proposto di costruire una grande alleanza democratica, sul modello Prodi, con l'obiettivo di confermare la direzione del comune di Pavia al centro sinistra e di ottenere una maggioranza in grado di governare con continuità e tranquillità. Abbiamo più volte anche sottolineato il rischio di un effetto domino di una eventuale vittoria del centro destra, che, come ha sottolineato Albergati nella nostra assemblea di giorno 21, ha una rosa di candidati sindaci che possono raccogliere consensi.
Abbiamo poi proposto di mettere in cantiere le iniziative che la coalizione ha realizzato in ogni parte d'Italia dove si è votato e cioè:
1) Discutere come scegliere il migliore candidato sindaco possibile in grado di vincere, di governare e di assicurare al governo della città il tempo pieno. Per raggiungere l'obiettivo abbiamo avanzato alcune proposte, anche queste di normale amministrazione in molte città d'Italia, scegliendo tra di esse la più efficace e democratica. Selezione attraverso le primarie, facendo votare i cittadini, come si sta facendo in Puglia per scegliere il candidato alla presidenza della Regione; esecuzione di tre sondaggi da affidare a noti e autorevoli istituti con la supervisione di garanti scelti dalla coalizione; altre modalità da discutere e decidere insieme. Noi preferiamo le primarie per una ragione elementare: una volta organizzate, la coalizione ha già fatto mezza campagna elettorale, perché si mobilitano tutto il popolo di centro sinistra e i cittadini che non sono schierati, ma vogliono partecipare. Quindi, una grande iniziativa di partecipazione e di democrazia. Quanto ai sondaggi, due sono stati già fatti: quello della Coesis di Alessandro Amadori, che ha seguito con esito lusinghiero la campagna elettorale di Penati, è già stato pubblicato. Un altro fatto eseguire dai Ds potrebbe essere pubblicato. Se i dati tra i due sondaggi fossero discordanti se ne potrebbe fare un terzo.
2) Discussione del programma, coinvolgendo il più possibile la città. E' del tutto naturale che la discussione del programma implica anche il giudizio sull'amministrazione uscente, che il segretario della Camera del lavoro Santini, alla nostra assemblea, ha definito di luci e ombre.
3) Discussione di alcune regole da adottare, riguardanti la moralità dei singoli, i costi della politica, la trasparenza dell'amministrazione, i diritti dei cittadini. A questo proposito ricordo che in un recente incontro della presidenza del Cantiere con Romano Prodi, gli abbiamo consegnato la proposta di un «codice etico» o del «buon governo», già pubblicato dalla stampa, che ha riscosso il suo interesse prendendo l'impegno di sottoporlo alla discussione della coalizione e che successivamente la stessa proposta è stata fatta dalle associazioni romane a Piero Marrazzo, candidato alla presidenza della regione Lazio, il quale ha manifestato la sua approvazione.
Le nostre richieste, quindi, sono nel solco di proposte che si fanno strada anche in Italia e costituiscono una prassi che si va estendendo.
Solo a Pavia sono state considerate eversive, ma non ne conosciamo la ragione perché non ci è stata data la possibilità di discuterle.
Mancano tre mesi alle elezioni e se si ha la volontà, si può recuperare il tempo perduto. Solo da una discussione franca, trasparente e pubblica si può capire se le incompatibilità sono tali da impedire un'alleanza con il Cantiere e con eventuali altri soggetti della coalizione. Se cosi fosse, esclusa la possibilità del centro destra di vincere al primo turno, questo, potrebbe funzionare da primarie vere, con un impegno reciproco di non esasperare i toni della campagna elettorale, avendo l'obiettivo comune di non consegnare il comune al centro destra. In ogni caso, all'inizio della campagna elettorale, noi presenteremo un progetto «per» Pavia, capace, a nostro parere, di rilanciare la città, che oggi, nelle graduatorie delle province italiane occupa il 57 posto e in quelle delle province lombarde l'ultimo posto. Sul progetto chiederemo il confronto, senza vincoli e steccati di schieramento, con tutte le persone di buona volontà che hanno a cuore il futuro della città che è poi il futuro dei cittadini pavesi».
Elio Veltri