Maremoto, cresce la solidarietà pavese
PAVIA. La macchina degli aiuti si è già messa in moto. I primi camion, spediti dalla cooperativa legata ai pavesi di Ad Gentes, sono arrivati a destinazione. Medicinali, acqua, taniche di latte per i bambini, cibo e indumenti sono stati consegnati agli abitanti di Colombo. Ma qui, a Pavia, la raccolta umanitaria prosegue. E continua anche la colletta della Caritas che ha indetto per il 9 gennaio una giornata diocesana in cui, presso ogni parrocchia, sarà possibile fare un'offerta.
«La Caritas pavese per ora farà confluire i propri fondi sul conto di quella nazionale - spiega il vicepresidente don Lino Ambrosetti - Ma con il trascorrere delle settimane, quando si potrà cominciare a programmare, potremmo anche pensare di agganciarci a qualche progetto di ricostruzione concreto. Magari a quello di Ad Gentes che ha contatti diretti e privilegiati con una delle zone più colpite, la regione di Colombo».
La Caritas nazionale ha già aperto 130 centri di emergenza in Indonesia e 30 nello Sri Lanka. «E' la strategia della Caritas - dice con Lino - A botta calda tutti corrono. Poi, con il passare del tempo, ci si dimentica. Invece noi cerchiamo di creare progetti a lungo termine». Il 9 gennaio, in tutte le parrocchie, sarà possibile contribuire al progetto con un aiuto. Oppure rivolgersi al centro d'ascolto di via XX Settembre, aperto tutte le mattine.
E anche Comune e Csv stanno facendo i conti su quanto è stato raccolto tra le giornate del 30 con il Capodanno dei Bambini e il veglione di San Silvestro in piazza.
Amministrazione e centro servizi volontariato sostengono l'intervento di Ad Gentes, onlus che si occupa del commercio equo e solidale (nella bottega di piazza Duomo) e di cooperazione internazionale. Tra le partnership anche quella con lo Sri Lanka e gli artigiani di Colombo. Attraverso questo contatto diretto è possibile fare in modo che gli aiuti arrivino in tempi brevissimi. Anzi, sono già arrivati. «Pensiamo di mandare denaro - spiega Angelo Zorzoli a nome della giunta - perché possano utilizzarlo in base alle reali esigenze del posto e riattivare l'economia locale che rischia di soffocare».
Mercoledi sarà convocata una giunta a palazzo Mezzabarba proprio per nominare un Comitato di gestione dei fondi. Confluiranno tutti sul conto corrente aperto dal Comune. E per ora, ai diecimila euro stanziati dall'amministrazione, ai 3 mila donati dagli assessori, ai 500 dei presidenti dei quartieri, si aggiungono i circa 1100 euro raccolti nelle due giornate in piazza. Ma sul conto è sempre possibile far pervenire il proprio contributo. (m.g.p.)