Juve e Milan vogliono tutto
TORINO. Una poltrona per due. Per il 2005 Luciano Moggi vuole lo scudetto e la Champions League per la sua Juve, Carlo Ancelotti insegue lo stesso doppio obiettivo con i rossoneri. Il direttore generale dei bianconeri spera in una ripetizione della finale del 2003 a Manchester, ma con un risultato diverso. L'allenatore del Milan campioni d'Italia non è dello stesso avviso.
Moggi pensa alla doppietta e ieri lo ha detto incontrando i giornalisti al campo d'allenamento della Juventusper lo scambio di auguri. «Qualche sera fa leggevo un libro «Elogio del furto, vincere da juventini rubando senza rimorsi» - ha spiegato Moggi - . Si sottolineava quanto è bello strappare il successo al 95' con un gol su rigore. Beh, è brutto dire che basta vincere, ma è sempre meglio vincere». Il suo sogno è ritrovare il Milan nella finale di Champions league: «Mi farebbe piacere, sarebbe un successo del calcio italiano e una rivincita della finale del 2003 a Manchester». La strada però è lunga e a febbraio, negli ottavi di coppa, i bianconeri incroceranno il Real Madrid: «Gli spagnoli hanno preso Luxemburgo, un tecnico di valore - continua Moggi - e poi è arrivato Sacchi: conosce il calcio spagnolo, ma vedremo se saprà adattarsi ai voleri del presidente Florentino Perez che è un capo e come tale vuole dei seguaci». Chi vincerà? «La tradizione è dalla nostra parte e questa Juventus ha tutto per arrivare da protagonista fino in fondo - risponde Moggi - . L'anno scorso ci hanno frenato gli infortuni e qualche carenza, quest'anno siamo a posto. Non compriamo nessuno, ma non resteremo fermi sul mercato: cercheremo di bloccare gli svincolati che possono fare al caso nostro. Qualcuno partirà: Legrottaglie, Tudor e Iuliano vogliono giocare, cercheremo di accontentarli, ma senza sguarnire la rosa». Il rientro di Trezeguet è imminente, «forse già in Coppa Italia nel ritorno con l'Atalanta», rivela Moggi, ma la Juve si aspetta ancora molto da del Piero: «E' un grande giocatore - osserva Moggi - quando gira lui tutta la squadra gioca meglio perché segna e fa segnare». Il capitano bianconero potrebbe essere destinato a una trasformazione tattica, in quel ruolo di rifinitore che ha sempre ripudiato: «Sarebbe contento il pubblico - risponde Moggi - . Non è un'idea da scartare, ne parleremo con il giocatore». E la moviola? «Sarebbe la fine delle partite, lo vedete cosa succede nelle tv? Dopo venti minuti di discussione non si arriva a nessuna certezza - risponde Moggi - . Sono favorevole ai sensori dentro le porte e sul perimetro, per capire se la palla è dentro o fuori».
E il Milan? Il 2004 è stato un anno positivo, La Coruna a parte, ma Ancelotti vuole «fare ancora meglio degli ultimi due anni». Il che significa scudetto e Champions in un colpo solo. Nella conferenza stampa di fine d'anno Ancelotti ha espresso il suo rammarico per le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla presidenza. «Sappiamo tutti quanto teneva alla carica, ma Berlusconi rimarrà sempre legato a questo Milan». Il tecnico rossonero, che da qualche giorno ha anche un suo nuovo sito personale (www.carloancelotti.com) parla del 2005: «Abbiamo il dovere di provare a fare meglio, ci servono fiducia e serenità. La rivale principale in Italia è la Juventus, ma all'estero il duello è più esteso, a cominciare dal Manchester». Ancelotti boccia la moviola in campo: «Costringerebbe le squadre a troppe interruzioni e il calcio non è uno sport da pause. La logica del calcio e la bellezza di una partita è legata alla continuità».