L'ex casa dei guardiani del Naviglio è stata chiusa dal Consorzio Villoresi


GIUSSAGO. Porte e finestre sbarrate. Cosi, nei giorni scorsi, si è conclusa - almeno per ora - la vicenda della donna che viveva in condizioni precare nell'ex casa dei guardiani del Naviglio, alla frazione di Novedo. Approfittando della sua assenza per le festività natalizie, muratori e tecnici del Consorzio Villoresi (l'ente proprietario dell'immobile in disuso) hanno fatto un blitz per chiudere tutti gli ingressi dell'abitazione.
Un passo indietro. Nella abitazione, fino all'altro giorno, c'era Rosa Guarnotta, un'anziana che viveva nella casa abbandonata senza riscaldamento, nè luce e acqua corrente. La casa è un tugurio. Fuori è cadente. All'interno è quasi peggio. Un tavolaccio e due sedie in cucina. Al piano superiore un letto malandato e quattro mobili vecchi. Un bagno (se cosi si può definire) e qualche stanza vuota. Uno specchio.
«Ho vissuto in questa casa per 26 anni - aveva confessato -. Poi qualche anno fa sono andata da mia figlia perchè qui, ormai, non si poteva più stare». Le pareti sono scrostate, i vetri rotti, il pavimento scalcinato, i soffitti crepati.
Per un certo periodo era andata a vivere con la figlia. Ma poi era ritornata. «Io ho chiesto al Villoresi, proprietario dell'immobile, se me la vendevano. L'avrei pagata poco a poco, ma mi hanno sempre detto di no» aveva detto. Rosa Guarnotta non avrebbe mai pensato di trovarsi in quelle condizioni. Al buio e al freddo.
«Non chiedo altro che un 'buco" dove poter vivere - aveva detto la donna -. Io so che ce ne sono di case vuote, anche a Giussago. Ma il sindaco mi ha detto che per il momento non è possibile. Dall'assistente sociale ho ricevuto la stessa risposta. Ma io chiedo, è possibile che una donna della mia età, con problemi di salute, viva in una situazione del genere?». Manca anche l'acqua corrente. La donna si lavava con quella fredda, in giardino. Dal canto suo il sindaco, Ivan Chiodini, ha sempre sostenuto che era la donna «a non voler andare dai figli». Chiodini non ha mai accettato che si puntasse l'indice contro l'amministrazione comunale in queste vicenda. «I figli sono venuti da me proprio l'altro giorno, dicendomi che l'accoglierebbero eccome - aveva rivelato Chiodini -. Proprio perchè non rischia di rimanere sulla strada, non ci sono i requisiti dell'urgenza». «In ogni caso - aveva spiegato - non è neppure vero che il Comune le abbia rifiutato qualsiasi tipo di aiuto. Anzi, ci stiamo muovendo perchè anche lei possa avere un alloggio popolare. Ma deve avere pazienza, proprio perchè per lei non c'è una necessità impellente». La casa, ormai diroccata, si trova alla frazione di Nivolto in faccia al Naviglio, ed è di proprietà del consorzio Villoresi, come detto.
«Ho già avvertito l'ente della situazione - aveva concluso il sindaco di Giussago - sottoponendo loro il problema dell'immobile che si trova in quelle condizioni, e del fatto che ci vive dentro la signora». Il Villoresi, nei giorni scorsi, ha sbarrato tutti gli accessi.

Giovanni Scarpa