«I Comuni risarciscano gli automobilisti»
PAVIA. «Chiediamo che le amministrazioni comunali ora restituiscano il maltolto». Non usa mezzi termini Federconsumatori Pavia, e con essa le centinaia di automobilisti che attraverso comitati costituiti in provincia contestano l'utilizzo di autovelox fissi. Citando la lettera del ministero dei Trasporti del 6 dicembre scorso, lettera che indica come inutilizzabili gli apparecchi in assenza dell'operatore di polizia che contesti l'infrazione al Codice della strada, Federconsumatori chiede l'intervento della Prefettura. Che a sua volta attende direttive dal ministero.
«Si comunica che i rilevatori di velocità attualmente in uso sono stati approvati avendo a riferimento le norme precedenti al decreto legge 27 giugno 2003 n.151, convertito con legge 1º agosto 2003 n. 214, che consente la rilevazione di alcune infrazioni in modo automatico con apposite apparecchiature debitamente omologate. Pertanto gli attuali dispositivi di controllo della velocità non possono essere adoperati in assenza dell'operatore di polizia, compreso l'autovelox 104/C2. Sono attualmente al vaglio di questo ufficio richieste di omologazione di dispositivi che prevedono tale funzione, il cui iter comunque non è ancora concluso». E' il testo della lettera che il ministero ha inviato in risposta ad un quesito inoltrato da S. Genesio. «Ma è una lettera che crea un precedente, vale per tutti i Comuni che in provincia hanno installato autovelox fissi tutt'ora funzionanti - spiega il presidente di Federconsumatori Pavia Mario Spadini - Mi riferisco a Torrevecchia, S. Genesio, S. Croce e S.Giorgio Lomellina».
«Tutti questi apparecchi sono del tipo 104/C2 prodotti dalla stessa ditta in provincia di Firenze - prosegue Spadini - Quindi per analogia sono fuori norma. E' altrettanto chiaro che tutte le contravvenzioni sono considerate illegittime, e spero che i giudici di pace le annullino».
E per coloro che avendo già presentato ricorso se lo sono visto respinto e hanno dovuto pagare 144 euro? «Per queste persone si pone il problema - sottolinea il presidente di Federconsumatori - Chiediamo che le amministrazioni comunali restituiscano il maltolto. Va considerato infine un altro rischio, ossia il fatto che da gennaio le contravvenzioni aumenteranno minimo del 2,50%».
Spadini si rivolge poi alla Prefettura, precisando che «è perfettamente a conoscenza della situazione perchè è stata investita del problema dal comitato».
«Trovo strano che la Prefettura taccia di fronte ad una presa di posizione ufficiale del ministero, considerando che ricopre anche un ruolo istituzionale - sottolinea - Perchè allora non interviene e non dice alle amministrazioni di spegnere gli autovelox fissi ancora in funzione? Ci sembra opportuna una presa di posizione ufficiale».
Va detto che la lettera era giunta da Roma in risposta ad una precisa domanda rivolta dal comitato dei plurimultati di Torrevecchia Pia. «Tale chiarimento è di una chiarezza estrema e conferma l'indirizzo già espresso - spiega il comitato - In più aggiunge proprio le specifiche che riguardano l'autovelox utilizzato a Torrevecchia». Il comitato nei giorni scorsi ha promesso di proporre nuove iniziative una volta passato il periodo natalizio. L'obiettivo che il movimento persegue palesemente di «ottenere un unico provvedimento per tutte le multe».
Nel contempo va segnalata la sentenza di un giudice di pace di Milano, che ha accolto il ricorso di un'automobilista multata in via Palmanova perchè l'autovelox segnalava una velocità dell'auto di 107 chilometri orari. La donna, che ha dimostrato di non essere alla guida della vettura, ha motivato il ricorso con il fatto che: «Fotografare la targa posteriore dell'auto non è sufficiente perchè proprietario e conducente non sempre coincidono». Per questo motivo, ha sostenuto il legale della ricorrente, «la legge impone ai vigili di contestare immediatamente la multa, a meno che gli agenti non dimostrino di essere stati impegnati in altri servizi».
Nelle aule di giustizia i ricorsi in discussione dopo il 10 dicembre scorso stanndo subendo, per cosi dire, un rallentamento: in pratica sono stati quasi tutti rinviati. E sebbene sia sulla bocca della maggior parte dei sindaci, come dei giudici di pace, la considerazione che la lettera inviata dal ministero costituisca «un'interpretazione della legge», in effetti è aumentata l'incertezza sul da farsi. In attesa di «circolari attuative da parte del ministero», come auspica la stessa Prefettura, vige uno stato di cose temporaneamente sospeso. Perchè il rischio di errore è alto.