L'infermiera killer nega i morti all'ospedale di Como
COMO.Ha negato davanti al pubblico ministero ogni responsabilità circa la morte di otto pazienti dell'ospedale Sant'Anna di Como l'infermiera Sonya Caleffi, che invece si era autoaccusata per il decesso di cinque pazienti ricoverati all'ospedale Manzoni di Lecco. L'infermiera, 34 anni, in arresto da metà dicembre, è stata interrogata per circa un'ora ieri mattina all'ospedale di Como, dov'è piantonata, dal pm Vittorio Nessi, titolare dell'indagine preliminare avviata dalla Procura sulle otto morti comasche. Queste morti sono avvenute tra settembre e novembre 2003, nel reparto e nel periodo in cui la Caleffi prestava servizio in Medicina B al Sant'Anna di Como. All'interrogatorio ha assistito il legale della donna, Claudio Rea. All'uscita il pm si è limitato a dire di avere trovato la donna sofferente. L'indagine comasca è stata avviata su segnalazione di un medico, che aveva evidenziato dubbi sulla morte di una paziente: la Procura ha acquisito le cartelle cliniche e potrebbe disporre una consulenza per verificare eventuali anomalie. Nei prossimi giorni il giudice delle indagini prelimiari di Lecco disporrà la perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio.