Ticino, l'sms in caso di piena

PAVIA. Un messaggino sul cellulare per avvisare del Ticino che sta salendo. E' l'iniziativa del Comune presentata contestualmente a un pieghevole che spiega in maniera semplice ma completa come funziona il meccanismo dell'emergenza in caso di piena. Il depliant, redatto dal servizio di protezione civile, verrà distribuito a tutti i pavesi che vivono accanto al fiume azzurro e sono più esposti al rischio.
Prima di tutto il servizio di messaggistica. Basterà iscriversi gratuitamente sul sito internet www.comune.pv.it per ricevere, attraverso lo strumento delle e-mail una newsletter periodica o essere avvisati da un sms sugli 'alerting". Nel pieghevole, presentato l'altra sera dalla responsabile della protezione civale comunale, Ivana Dello Iacono, vengono suggeriti alcuni comportamenti da adottare in caso di emergenza: chiudere il gas e disattivare l'impianto elettrico; evitare di venire a contatto con la corrente elettrica quando si abbiano mani o piedi bagnati; interrompere, se possibile, l'erogazione dell'impianto di riscaldamento a gasolio per impedire la fuoriuscita del combustibile; qualora si sia stati sorpresi dall'alluvione all'interno di casa e non si possa più uscire, salire ai piani superiori o sul tetto, non tentando di arginare le piccole falle dal momento che masse più grandi di acqua potrebbero giungere all'improvviso. Altre indicazioni, in caso di allertamento sono: avere scorte di acqua e viveri per almeno 48 ore, avere torce elettriche o candele, avere una radio a batteria e disporre di batterie per ricaricare i telefoni cellulari. Il depliant spiega poi come funziona il meccanismo degli allarmi. La prima fase è quella di allertamento, scatta quando dalla Prefettura e dalla Protezione civile regionale arrivano bollettini con condizioni meteo avverse e persistenti. Viene avviata una prima fase di controllo e monitoraggio del territorio. La seconda fase è il preallarme: si attiva quando il Ticino raggiunge i 2,20 metri al Ponte Coperto e le condizioni meteo volgono al peggio. Si costituisce l'unità di crisi in Comune e viene allestita l'unità mobile di protezione civile in piazzale Ghinaglia. La polizia municipale controlla le abitazioni più isolate. Con la terza fase si entra nell'allarme vero e proprio; a questo punto il fiume ha raggiunto 3,60 metri al Ponte Coperto, ovverossia la quota di via Milazzo. Vengono garantiti servizi di vigilanza fluviale con barche e fuoristrada che effettuano controlli costanti il giorno e la notte. In caso di disattivazione di luce e gas vengono forniti pasti. La quarta fase, e la più grave, è quella dell'emergenza e inizia nel momento in cui il Ticino supera i 4 metri al Ponte Coperto. Il sindaco può chiedere al prefetto interventi integrativi. (f.m.)