Ma il centrosinistra dov'è?

Martedi sera, assemblea pubblica indetta dalla neonata associazione «Il Cantiere per Pavia» intorno alla figura di Elio Veltri.
Tema: che si può fare per la città, in vista delle amministrative di aprile, ma soprattutto dopo.
Tra gli ospiti, c'è il nostro sindaco molto per bene, Andrea Albergati, che all'inizio del suo intervento precisa che non ci sono rappresentanti dei partiti di giunta, ma lui ha accettato di rappresentarli, di assumere su di sé la responsabilità di una delega.
Ma come? Ad aprile ci sono le elezioni, ancora non è stato presentato né il candidato né il programma, Veltri indice un'assemblea pubblica e il centrosinistra pavese non si presenta? Anzi, delega il sindaco non ricandidabile, che può rappresentare solo l'amministrazione uscente? I partiti dove sono?
Già, ma l'assemblea la fa Veltri. Veltri il divisionista. Come poi può passare per divisionista uno che ha fatto politica con Prodi, questo lo devono ancora spiegare. Rompicoglioni, si, ma a questo punto diventa un merito. Divisionista, no.
Dice il centrosinistra, per bocca del sindaco e di altri relatori: ma stiamo già discutendo, non si vede perché privilegiare Il Cantiere rispetto ad altre associazioni, ci vuole unità e «i cittadini devono dialogare con questa giunta». Cos'è, una presa in giro?
Con chi dialoghiamo, noi cittadini, se a un'assemblea pubblica nemmeno si presentano? Anzi, lasciano che il sindaco non ricandidabile difenda d'ufficio la giunta sulla questione del Parco della Vernavola e poi, comprensibilmente, si smarrisca tra i non so e i ma, però, quando si parla di primarie. Ovvio che sia stato incaricato di andare a fare il sansebastiano comunale.
State discutendo? E dove? Qual è la sede deputata, se non un'assemblea pubblica? È li che si ascoltano le associazioni, tutte, anche Il Cantiere. Si starnazza sul centrosinistra unito: bene, che si faccia. Ora, però, non il 30 marzo. Si balbetta che bisogna riunirsi intorno ai valori condivisi della sinistra unitaria: bene, date il buon esempio facendo delle vere primarie, esercizio di democrazia. Si invoca la partecipazione del cittadino pavese addormentato: bene, che il pavese si inviti a partecipare, o almeno ad ascoltare.
Lasciando le opinioni da parte, i fatti sono questi: oggi l'unico candidato sindaco è Veltri, espressione di una futura lista civica. L'unico programma in campo è il suo. L'unico interlocutore per la società civile, in questo momento, è lui. E siamo a Natale.
Rimane un dubbio: Albergati, che conosciamo come persona per bene, ha aperto il discorso esprimendo caloroso apprezzamento per una futura candidatura di Veltri. La prima impressione è stata quella che sia tentato di appoggiarlo davvero. Chissà che non si sia reso conto, in 9 anni di giunta, che sia giunto il momento di una salutare rottura. Vedo già i titoli di prima pagina: «Il sansebastiano si ribella». Ma forse è solo un 'impressione.
Armando BaronePavia