Vittadini, gli insegnati pronti a scioperare
PAVIA. Con una lettera garbata ma ferma, ventuno su trentadue insegnanti di musica dell'Istituto Vittadini hanno denunciato la loro precaria situazione di «Co.Co.Co.», insomma di dipendenti con contratto a tempo determinato, un contratto non ancora rinnovato per il periodo 2004/2005. Una situazione che li ha portati a paventare un possibile sciopero alla ripresa delle lezioni.
La lettera, che denuncia la complessa vicenda amministrativa del «Conservatorio» di Pavia, segnala anche l'eventualità che la situazione di precarietà possa mettere a rischio il pareggiamento dell'Istituto, un pericolo che ieri il rappresentante nazionale della Uil, presente a Pavia, ha indicato come concreto.
La questione, come detto, è estremamente complessa, ma può essere cosi sintetizzata. All'Istituto pareggiato lavorano 32 insegnanti, 11 dei quali dipendente del Comune e regolamermente a ruolo. Gli altri 21, che pure per capacità e titoli non si differenziano, lavorano con un contratto di collaborazione, con stipendi nettamente inferiori, senza ferie pagate. Una situazione che, secondo la legge che regolamenta gli istituti pareggiati, non è regolare, anche perché il Vittadini avrebbe dovuto, almeno, indicare una precisa pianta organica. In realtà, dal 2001 - anno del decreto di pareggiamento - si è sempre rinviata una decisione, cercando di prendere tempo. E questo per una ragione ben precisa: il Comune non ha le risorse finanziarie per assumere, a ruolo, 21 insegnanti, e approvando una pianta organica dovrebbe, evidentemente, mettere a bilancio queste risorse. «Alla vigilia dell'entrata in vigore della regolamentazione della legge 508, che si attiverà con il Vittadini con la restituzione del nostro statuto da parte del ministero - scrivono gli insegnanti Co.Co.Co. alle famiglie degli allievi, ai capogruppo in consiglio comunale e alla giunta municipale - la nostra situazione istituzionale è ancora ben lontana dai requisiti di idoneità per poter rientrare a pieno titolo tra gli Istituti di Alta formazione musicale (...). Possiamo permettere che i problemi di ordine gestionale precludano al Vittadini la sua naturale espansione verso l'alta formazione?».
«Sono mesi che chiediamo un incontro all'amministrazione comunale senza ricevere risposta. E' questa la trasparenza amministrativa? - dicono i rappresentanti dei docenti alla Provincia Pavese -. Questa situazione, che non si vuole risolvere, crea anche problemi nella didattica, nella qualità della nostra stessa formazione, nelle certezze da parte degli studenti. I fatti dimostrano che in questi anni la qualità del Vittadini è cresciuta, come è cresciuto il numero degli allievi. Ed è merito, per due terzi, anche degli insegnanti Co.Co.Co come noi». Un fatto certo, quest'ultimo, anche se la situazione, come dire?, è variegata: ci sono infatti insegnanti che effettivamente hanno contribuito da anni a questo risultato, insegnanti che collaborano da poco tempo, insegnanti che hanno già un regolare primo lavoro (la docenza al Vittadini è un'attività secondaria), altri ancora che sono in pensione e collaborano. Proprio questa diversità di situazioni avrebbe messo in difficoltà il Comune. Anche, secondo gli uffici, nel pagamento delle spettanze di novembre e di settembre (per gli esami). La situazione è comunque seria, e molto. Come conferma Giovanni Pucciarmati, segretario generale nazionale della Uil Afam che ieri ha incontrato l'assessore alla Cultura Eligio Gatti e la dirigente Susanna Zatti. Curiosamente assente, perché non invitato, il direttore del Vittadini, Walter Casali: «Con l'amministrazione - spiega il sindacalista - abbiamo concordato come iniziare un percorso che non solo salvaguardi i diritti dei lavoratori, ma anche la vita dell'istituto. Il primo passo è quello di stabilire una pianta organica. Oggi, con noi, l'amministrazione ha preso l'impegno formale di stabilire entro metà gennaio la pianta organica, dopodiché ci si rivedrà per l'adeguamento del personale di ruolo. E' evidente che il Comune dovrà garantire le risorse finaziarie al nuovo ente che dovrà nascere. Effettivamente il Comune è inadempiente, da almeno due anni, ma per esperienza diretta le posso dire che altri istituti musicali pareggiati hanno avuto bisogno di qualche anno per adeguarsi alla normativa. Credo, infine, che se non si vuole perdere il pareggiamento, che è un rischio concreto, tutti dobbiamo sederci intorno a un tavolo e stabilire, concertandolo, un percorso che garantisca la sopravvivenza dell'istituto insieme ai diritti degli studenti e del personale docente e non docente».
Dal canto suo ieri, forse per la prima volta, l'amministrazione comunale ha preso atto della necessità di attivarsi in tempi rapidi compatibilmente, s'intende, con le disponibilità finanziarie, per non fare nuovamente, come avvenne nel 2001, un passo più lungo della gamba.